Gite in carrozza

di Andrea Mallamo

Massimiliano Serati e Federica Sottrici, ricercatori dell’Osservatorio Travel dell’università Liuc di Castellanza, analizzano per VareseMese il crescente fenomeno della riscoperta dei viaggi su trenini storici e panoramici

di Massimiliano Serati e Federica Sottrici

L’anno del turismo lento continua. E se da un lato flussi di visitatori, così massicci da profilare una sorta di fenomeno di massa, hanno invaso negli anni più recenti le nostre città d’arte, si fa strada un approccio (quasi filosoficamente) in antitesi, basato sulla valorizzazione dei territori italiani meno conosciuti attraverso esperienze di viaggio innovative, come treni storici ad alta panoramicità, ciclovie, itinerari culturali, cammini ed escursioni a cavallo.

La riscoperta della mobilità dolce

Una concezione di turismo, quest’ultima, che permette ai visitatori di ritrovare il tempo necessario per fermarsi e godere della bellezza da cui sono circondati. Riassaporare il gusto della scoperta dei luoghi, delle loro tradizioni e culture diventa essenziale per i turisti che intendono leggere un territorio nelle sue innumerevoli sfaccettature. Per questi motivi viene privilegiata una particolare forma di mobilità dolce, che ha come anfiteatro antiche ferrovie e vecchi tracciati, valorizzati come rotte turistiche o trasformate in greenway lungo le quali passeggiare o pedalare.

 

Turismo express
Un trend turistico in crescita a livello internazionale è rappresentato dai viaggi in treno, sinonimi di (ri)scoperta e rispetto dell’ambiente. Anche in Italia il fenomeno è particolarmente apprezzato e l’offerta turistica si sta arricchendo sempre più di nuove proposte. A fianco del famoso Bernina Express, il cui percorso dal 2008 è inserito nel Patrimonio Mondiale dell’Unesco, sono nate nuove realtà come il Trenino Verde nell’entroterra della Sardegna, il Trenino del Renon nell’altopiano sopra Bolzano, il Treno delle Valli che collega il Veneto con il Trentino, il 5 Terre Express che attraversa il pittoresco tratto dell’omonimo parco effettuando fermate nelle cinque località liguri.

Tutti pazzi per i convogli d’epoca
I turisti sembrano apprezzare particolarmente anche gli itinerari a bordo dei treni d’epoca. I turisti che hanno scelto questi viaggi sono stati 130.000 nel biennio 2016/2017 e circa 100.000 nel solo 2018 (dati Fondazione FS Italiane). In tre anni sono state riaperte 9 linee dedicate al turismo, per un totale di 600 chilometri di vecchie linee ferroviarie in Lombardia, Toscana, Abruzzo, Molise, Sicilia, Piemonte, Campania e Friuli Venezia Giulia. I viaggiatori maggiormente attratti da questa tipologia di viaggio sono soprattutto stranieri, amanti della natura, appassionati del mondo ferroviario, giovani e famiglie.

Offerte lungo le rotaie

Poteva forse la Lombardia rimanere indifferente davanti a un simile potenziale turistico? Ovviamente no. Sul Lago d’Iseo, lungo il fiume Oglio, è tornato a circolare il Treno Blu, storico treno a vapore di Trenitalia, che costituisce un forte richiamo per i turisti. Gli itinerari verso il Lago d’Iseo, attivati nel 2018, sono stati confermati anche quest’anno con il Sebino Express, lungo la tratta da Milano per Paratico-Sarnico, e l’Iseo Express, sulla tratta da Brescia per Iseo e Pisogne. Una volta giunti a destinazione, è poi possibile proseguire l’escursione con i battelli in servizio sul lago.

Il debutto del Lario Express
Proprio quest’anno abbiamo poi assistito al debutto di un nuovo servizio di turismo ferroviario. Sarà possibile viaggiare da Milano a Como e Lecco a bordo del Lario Express, su suggestivi treni d’epoca alla volta del Lago di Como e della Brianza. L’investimento di Regione Lombardia per la valorizzazione in chiave turistica dello straordinario patrimonio dei treni d’epoca ammonta a 280.000 euro per il 2019 e conferma che il turismo ferroviario rappresenta per il territorio un valore aggiunto, e senza gravare sul congestionato traffico stradale.

La Lombardia non ha perso il treno
Sviluppo turistico e recupero industriale: il patrimonio ferroviario temporaneamente dismesso sta diventando un’opportunità per potenziare significativamente l’offerta turistica regionale. È il caso di dire che anche in questa occasione la Lombardia “non ha perso il treno”.

Nella foto: Treno panoramico in Svizzera

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