Cromwell e la sua statua

Passando davanti a Westminster Hall, la statua di Oliver Cromwell appare austera: spada capovolta e Bibbia in mano, eretta nel 1899 tra polemiche. Celebra il difensore del Parlamento e il puritano devoto, ma nasconde il regicidio e le violenze in Irlanda: un simbolo che ancora divide.

di Redazione VareseMese

La statua di Oliver Cromwell fuori da Westminster Hall, eretta nel 1899 tra polemiche accese, celebra il campione del Parlamento e il puritano devoto, ma tace sul regicidio di Carlo I e sulle violenze in Irlanda: un monumento che, a oltre un secolo, continua a dividere profondamente l’opinione britannica.

Perché la statua fu eretta proprio sotto un governo conservatore?

Nel 1895 il governo liberale di Lord Rosebery propose di finanziare l’opera con fondi pubblici per il tricentenario della nascita di Cromwell, ma il Parlamento la bocciò per un soffio. L’opposizione unì conservatori monarchici e nazionalisti irlandesi, irritati dal ricordo del regicidio di Carlo I e delle campagne in Irlanda. Il voto contribuì alla caduta di Rosebery. Lui, però, pagò tutto di tasca propria come donatore anonimo e firmò il contratto con lo scultore Hamo Thornycroft prima di dimettersi. Quando salì Lord Salisbury (conservatore), il governo ereditò un fatto compiuto: cancellare il progetto avrebbe creato scandalo e accuse di revanscismo. Alcuni conservatori imperialisti iniziarono a vedere Cromwell come patriota che rafforzò la potenza britannica. Così la statua procedette senza fondi pubblici né enfasi: inaugurata all’alba del 31 ottobre 1899, alle 7:30, per evitare proteste.

Quali idee di Cromwell rappresenta la statua?

La figura in bronzo lo mostra con spada capovolta (simbolo di pace dopo la vittoria) nella destra e Bibbia nella sinistra, a rappresentare il puritano convinto che Dio guidasse la storia attraverso la Provvidenza. Enfatizza tre aspetti principali: la difesa del Parlamento contro la tirannia regia di Carlo I, vista come lotta per la libertà costituzionale; lo zelo religioso per una nazione pura e tollerante verso i protestanti; la forza militare che rese l’Inghilterra una potenza. La posizione fuori dal palazzo, non tra le statue reali, è un compromesso: riconosce il ruolo storico senza celebrare il regicidio o la dittatura.

Cosa nasconde o minimizza il monumento?

Non mostra il regicidio esplicito di Carlo I, lo scioglimento forzato del Parlamento nel 1653, la dittatura militare o le atrocità in Irlanda (massacri di Drogheda e Wexford). Ignora l’aspetto oppressivo puritano: divieti morali, distruzione di immagini nelle chiese. È un ritratto selettivo vittoriano, che privilegia il “buon” Cromwell per renderlo accettabile vicino al Parlamento.

Perché divide ancora oggi?

Per alcuni simboleggia la vittoria sul potere assoluto e le radici del parlamentarismo moderno. Per altri resta un promemoria scomodo di tirannia, violenze coloniali e fanatismo religioso. Le controversie non sono finite: petizioni e dibattiti per rimuoverla o contestualizzarla riaffiorano periodicamente, ma la statua resta lì, austera e silenziosa, a ricordare quanto il passato continui a interrogare il presente.

Articoli Correlati