Pochi passi separano il lungolago affollato di Ispra da un angolo di pace assoluta. Qui il sentiero si fa intimo, si stringe al lago, alterna rocce antiche e passerelle sospese. È un cammino breve eppure denso di emozioni, dove la natura e i versi d’amore si fondono in un’esperienza unica e rigenerante.
Cosa rende questo sentiero così speciale rispetto ad altre passeggiate sul lago?
Il contatto diretto con l’acqua è unico: si cammina a filo lago, con le onde che arrivano piano e a volte bagnano le scarpe. Il percorso si insinua tra il monte Prete e il monte Nassi, creando piccole insenature protette, lontane da rumori e folla. È tutto naturale, senza asfalto invadente, solo rocce levigate, ghiaia fine e ponticelli di legno che danno la sensazione di essere sospesi sull’acqua.
Quali sono i momenti che lasciano il segno durante la camminata?
Il tramonto trasforma tutto: il sole cala dietro le montagne piemontesi, l’acqua diventa oro e arancio, le luci lontane delle ville si accendono piano. Nei tratti più stretti si sente solo il respiro del lago. E poi ci sono le piastrelle con le poesie: leggendole si entra in un dialogo silenzioso con sentimenti veri, di gente comune, che rendono ogni passo più personale.
Perché attira tante coppie e persone in cerca di tranquillità?
Perché non chiede nulla: è piano, breve, accessibile, ma intenso. Si può camminare in silenzio tenendosi per mano o fermarsi a riflettere da soli. La vicinanza
all’acqua dà una pace profonda, come se il tempo rallentasse. Molti dicono che qui i pensieri si chiariscono e il cuore si alleggerisce, senza bisogno di parole.
Da dove nasce esattamente il nome “Passeggiata dell’Amore”?

Il titolo è nato dall’atmosfera stessa del sentiero: intimo, a filo d’acqua, perfetto per camminare vicini o riflettere in silenzio. Richiama in piccolo la famosa Via dell’Amore delle Cinque Terre, ma con la quiete tipica del lago lombardo. Dal 2007 il concorso “Scrivi l’amore – Premio Mario Berrino” ha rafforzato il nome: le poesie vincitrici finiscono su piastrelle al muretto iniziale, trasformando il cammino in un vero omaggio al sentimento. È un nome che descrive il luogo e lo rende unico, unendo natura e poesia in modo naturale e sincero.
Che consiglio daresti a chi la percorre per la prima volta?
Andateci nel tardo pomeriggio con scarpe comode e senza fretta. Lasciate il telefono in tasca, ascoltate le onde, fermatevi a leggere le piastrelle una per una. Camminate piano, guardate l’orizzonte, sentite il lago vivo accanto a voi. Spesso basta questo per portare a casa una sensazione di serenità che dura giorni.

