Dino Angelini: Passione Senza Fine

Dino Angelini ha attraversato mezzo secolo di scena musicale italiana: da cantante di successo tra gli anni Settanta e Ottanta a produttore discografico e scopritore di talenti come Morgan. Una carriera segnata da tenacia e grande amore per la musica vera.

di Redazione VareseMese

Dino Angelini ha vissuto in prima persona le trasformazioni della musica italiana dagli anni Settanta fino a oggi, passando con naturalezza dal palco alla produzione e alla scoperta di nuovi talenti.

Qual è stato il tuo percorso artistico dagli anni Settanta a oggi?

Nasco come cantante tra la fine degli anni Settanta e gli inizi degli Ottanta. Inizio la mia avventura musicale come frontman del gruppo 5° Grado Mercalli. Dopo varie esperienze con altre band decido di mettermi in proprio come solista. Incido cinque 45 giri e un long playing. I miei successi di quegli anni sono “Ma che bella sei”, “In amore”, “Pirata senza vele” e “Sarah”, quest’ultima realizzata con la collaborazione di Danilo Amerio, autore di “Donna con me” di Anna Oxa.

Cosa succede dopo la fase da interprete?

Smessi i panni del cantante indosso quelli del produttore discografico. La prima produzione riguarda Gianni Pettenati, per il quale realizzo una raccolta dei suoi successi per la storica etichetta Saar. In seguito produco artisti come Enrico Musiani, Elisabetta Viviani e Mal dei Primitives. Proprio Mal inserisce la sua canzone “Piper” nell’album che festeggia gli ottant’anni di carriera.

Come nasce e come si è evoluto il concorso Cantabrianza?

Sono il patron del concorso canoro Cantabrianza, che quest’anno celebra il quarantesimo anniversario. Il concorso nasce per valorizzare giovani talenti musicali della nostra zona. Nel corso degli anni ha visto emergere cantanti che hanno ottenuto notevole successo, tra cui Simone Tomassini e soprattutto Morgan.

Qual è il tuo ruolo attuale nel mondo della musica e della televisione?

Attualmente collaboro con l’emittente televisiva Rete 55, per la quale produco programmi come “Ai tempi del juke box”, condotto da Fabio Taormina, e “Il palco è tuo”, condotto da Marco Ferradini. Si tratta di trasmissioni che tengono viva la memoria della musica leggera italiana e danno spazio a nuove proposte.

Qual è il filo conduttore che ha legato tutte le tue esperienze?

Il filo conduttore è sempre stato l’amore per la canzone italiana e la volontà di far emergere la qualità. Sia quando cantavo, sia quando producevo dischi, sia oggi con il concorso e i programmi televisivi, ho cercato di mettere al centro la musica vera, quella che arriva al cuore delle persone. Gli anni passano, ma la passione rimane intatta. È bello poter continuare a contribuire, anche in modi diversi, al mondo dello spettacolo e scoprire che tanti giovani hanno ancora voglia di esprimersi attraverso le note.

 

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