I dolci (e l’amaro) delle feste

di Andrea Mallamo

I 5 consigli salva linea a cura di Milena Colzani, specialista in Nutrizione clinica dell’ospedale di Saronno, per concedersi qualche peccato di gola senza rimorsi, a qualsiasi età

 

di Milena Colzani

E’ tempo di Panettone, milanese per definizione, che si è diffuso non soltanto in tutte le regioni d’Italia, ma anche all’estero, diventando un simbolo internazionale del Natale a tavola. Solitamente si consuma quello classico, con uvetta e canditi, ma da qualche tempo ormai si sono aggiunte le varianti al cioccolato, con glassa, con aggiunta di crema pasticcera, marzapane, liquore, cocco e quant’altro la fantasia dei maestri pasticceri suggerisce per fare più buono e bello questo tipico dolce natalizio.

Ma questa delizia del palato può compromettere i nostri propositi di mangiare sano? Purtroppo sì, se pensiamo che una fetta piccola (circa 125 grammi ovvero un ottavo di confezione) di panettone tradizionale contiene circa 32 grammi di zucchero e una di pandoro classico poco meno, 28 grammi. E poiché tra l’Avvento e la Befana mangeremo anche altri dolci e alimenti o bevande ricche di zucchero, è facile superare la soglia di zuccheri semplici raccomandata dall’Oms, del 10% dell’energia quotidiana. Senza dimenticare che una sola fetta del tipico dolce milanese apporta circa 416 calorie e copre circa il 19% del fabbisogno calorico giornaliero di un adulto, mentre per un pandoro si arriva anche a 512, pari al 22% per la presenza di maggior quantità di grassi saturi. Non è poco considerando l’abbuffata che – di solit – ha preceduto questo peccato di gola!

Altro dilemma natalizio Panettone artigianale o industriale: che cosa scegliere? Anche un prodotto industriale, se realizzato con ingredienti di qualità, può reggere il confronto con i dolci di pasticceria e costare da due a tre volte meno.

Allora, per sopravvivere alle feste natalizie senza farsi troppo male basta rispettare alcune semplici regole:

  1. non dimenticarsi che sono dolci del Natale e non dei mesi di ottobre, novembre e dicembre e solo in quei giorni è opportuno mangiarli
  2. evitare di “fare il bis” 
  3. limitiamo il consumo contemporaneo di dolci e grassi 
  4. preferire versioni classiche, senza farciture di creme, liquori, canditi o di frutta secca, che fanno incrementare il contenuto calorico di 200-300 Kcal per fetta
  5. optare per versioni light preparati con meno grassi e zuccheri aggiunti (attenzione: non vuol dire mangiarne di più!)

In conclusione: una fetta – a qualsiasi età – non va negata, ma che sia una e di ottima qualità, a patto di correggere il surplus calorico “bruciando” calorie svolgendo una leggera, ma efficace attività fisica.

In foto: Milena Colzani

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