Parola che Tace

Elena Mearini, passione incendiaria per la parola e il suo opposto, dirige la Piccola Accademia di Poesia di Milano e innescando nei giovani la stessa febbre del frammento e della soglia

di Redazione VareseMese

Chi è ELENA MEARINI? E’ una tenace appassionata della parola in ogni sua forma, anche in quella del silenzio. Fondatrice e direttrice della Piccola Accademia di Poesia di Milano, ha pubblicato otto romanzi e sei raccolte di poesia. Ama la scrittura dei margini, dei confini e dei decentramenti, la parola che più ama è “soglia”.

Poesia del frammento per una ricomposizione? Decisamente, seguo la lezione del grande Renè Char convinta che il frammento possa restituire l’autenticità del reale, tutto ci viene dato per frammenti, noi vediamo e conosciamo il mondo in questa forma. La poesia, più che ricomporre, fonda una nuova direzione di senso, dissemina indizi per arrivare al centro dell’intero.

Romanzo e poesia, vanno a braccetto? No, sono due forme di scrittura distinte che indubbiamente possono intrecciarsi e generare una terza forma ibrida. Pensiamo a Cortazar, a Kafka, la cui scrittura si avvale di grandi costruzioni metaforiche mescolando poesia e prosa. Credo comunque che la poesia sia la prima madre, da lei poi nasce la stirpe della narrativa e delle altre arti espressive.

Dopo aver fondato la Piccola Accademia di Poesia di Milano, quale sarà la tua prossima sfida?

Continuare a scrivere qualcosa che si avvicini il più possibile alla poesia e rafforzare la posizione dell’Accademia sul territorio nazionale. A questo proposito, nel 2026 partiremo con un importante progetto editoriale che riveleremo il prossimo gennaio.  Inoltre, una collaborazione sempre più proficua e bella con il Festival Re Nudo diretto da Luca Pollini alla Fabbrica del vapore e un nuovo stimolante progetto “Poetrystudio” ideato insieme a te, Luisa, e ad Alessandra Corbetta. Qui seguiremo la voce e l’esperienza di poeti affermati per stimolare nei giovani amanti della poesia la pratica della scrittura in versi.

 

Da Eri neve e ti sei sciolta- Re Nudo editore

Il cielo ha l’occhio

bianco del cieco

la pupilla scomparsa

nel bosco di cemento

e qui il piccone batte

sulla cera d’asfalto

un colpo e si crepa

la strada di casa

come possiamo tornare

da quale ferita si passa?

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