Il tuo legame tra la poesia, la navigazione e l’ingegneria
L’ingegneria mi mostra quello che sono, la poesia e la navigazione mi mostrano dove posso arrivare. La poesia è un passaggio attraverso la lingua,una testimonianza della coscienza, e anche lo strumento che mi riconsegna alla realtà attraverso un oggetto concreto, un libro.
Quale peso ha avuto la poesia visuale sulla tua produzione?
La poesia visuale mi ha spinto a considerare la pagina e la parola anche dal punto di vista grafico. Ho sperimentato formati non convenzionali: spazi bianchi, interlinee, silenzi come battute, calligrammi, collage, ecc. Adesso, con questo nuovo libro Cledon, mi piacerebbe sperimentare con il suono, un radiodramma come site specific.
Dopo le tue ultime raccolte poetiche –Cledon, Abstine Substine, La costruzione delle immagini in uscita a primavera e Alla follia di Banvard Tutti (selezionata da Asymptote per la traduzione in inglese) – quale sarà la tua prossima sfida?
Finora ho pubblicato dodici libri, e quasi tutti, a parte un bestiario, un portolano e un paio di diari, hanno indossato la maschera dell’eteronimia. I mostri dei miei libri precedenti, gli eteronimi. I mostri ottenuti per combinazione di teste. La mia opera monumentale è un libro di fiabe! Prossima tappa: C’era una volta il male. Sono favole ispirate dai casi più feroci di cronaca nera e serial killer, in cui affronto l’archetipo dell’oscurità.
Cosa ci fai leggere, per portarci nel tuo mondo?
Scelgo di condividere un testo dal mio ultimo libro, Cledon, (déclic ed., ottobre 2025)Saturno Abitiamo in un posto mediocre.
La massa dell’universo è oscura. Non è luminosa.
La realtà è nascosta.
Siamo piccoli, su questa piccola biglia,
questa piccola astronave che se ne va in giro per il cosmo.
Andromeda e la Via Lattea si avvicinano alla velocità di 100 km/s.
Tra quattro miliardi di anni le due galassie si scontreranno.
10500 universi. O infiniti universi.
Infinite copie di noi stessi nello spazio e nel tempo.
Dell’uccellino aggrappato ai fili della corrente.

Paola Silvia Dolci, cremonese, ingegnera civile, è autrice poliedrica di poesia surrealista, con “accostamenti inaspettati” e concetti violenti. Diplomata al Centro Nazionale di Drammaturgia, dirige la rivista «Niederngasse», traduce e collabora con testate nazionali. Opere principali: Bagarre (2007), NuàdeCocò (2011), Diario del sonno (2021), Cledon (2025). Armatrice dello sloop Noix de Coco, unisce arte e mare.
