L’erede del signor Rossi

1 Febbraio 2021
L’erede del signor Rossi

di Chiara Milani

E’ il Maestro dell’animazione in Italia e tra i suoi più importanti interpreti al mondo. A 82 anni, circondato in quel di Bergamo dalla sua famiglia, dai suoi animali e dai suoi disegni animati, Bruno Bozzetto si racconta tra passato, presente e futuro. Con la semplicità che soltanto i veri grandi sanno avere. E confidandoci che intende affidare il suo disegno animato più famoso, il Signor Rossi, al figlio Andrea, “non perché è mio figlio, ma perché è bravo, perché non lo darei neanche a mio fratello se non sapessi che è una persona che so essere capace di portare avanti il discorso bene, con spirito, con umorismo, mantenendo il personaggio, ma sapendolo adattare ai tempi”.

Con tutto quello che sta accadendo, come reagirebbe il personaggio del Signor Rossi, nato 60 anni fa come personificazione dell’italiano medio?

Ah, il Signor Rossi reagisce sempre come l’uomo comune, che si ritrova in certe situazioni che non sa gestire, non sa dominare, ma si butta sempre con un grande entusiasmo per tentare non dico risolverle, ma di affrontare queste nuove situazioni. L’ha fatto fin dall’inizio, perché quando andava al safari fotografico, di cui non sapeva nulla, o faceva un viaggio a Venezia, in cui non era mai stato, o andava al campeggio, affrontava delle avventure… Poi, naturalmente, il Signor Rossi si è evoluto. Però è rimasto sempre il personaggio, l’uomo medio in cui credo tutti possiamo riconoscerci.

E’ vero che il 2021 dovrebbe segnare il ritorno del Signor Rossi in televisione?

Allora, ha fatto bene a dire “dovrebbe”, perché è un progetto. Un progetto in cui credo molto e in cui dovrebbe appunto affrontare queste nuove, chiamiamole così, avventure del Signor Rossi nel contesto in cui un po’ tutti noi ci troviamo, perché siamo immersi nella tecnologia, che secondo me corre molto più velocemente di noi. Quindi stare dietro a tutte queste invenzioni, a queste opportunità che ci vengono offerte, che possono essere positive o negative a seconda dei punti di vista, direi che è uno stimolo molto interessante per raccontare delle avventure del Signor Rossi. Questo è il programma e stiamo lavorandoci, ma i tempi sono molto lenti. Però sicuramente mi auguro veramente di poter rimettere in pista il Signor Rossi. Vediamo…

A proposito di tecnologia: lei è un esempio anche da questo punto di vista, perché si sta adattando benissimo a questa la nuova era della comunicazione…

Per sopravvivere bisogna adattarsi ai tempi, credo che Darwin abbia fatto questo discorso molti anni fa… se la tecnologia mi aiuta a realizzare delle cose con meno fatica e con più velocità, mi chiedo perché non debba usarla… è come aggiungere uno strumento nuovo ad un’orchestra: se ce l’ho mi aiuta e mi permette di migliorare il suono.

Intanto, lei ha appena pubblicato un libro/illustrato che ha per protagonista la cagnolina Doggy, che peraltro ogni giorno appare sulla sua pagina Facebook con una vignetta nuova…

Guardi, la curiosità di Doggy è che l’ho fatto nascere proprio anche per aiutare me stesso, non/solo gli altri: era un periodo di quarantena, la prima, eravamo tutti un po’ tristi, un po’ abbacchiati, chiusi in casa. Ciò mi ha permesso naturalmente anche di ragionare, avere più tempo per riflettere sulle vignette, sull’umorismo, su certe battute… Ho iniziato quasi per scherzo, poi mi sono imposto di fare una vignetta al giorno. Sono già arrivato a quasi 400, quindi è stato bello. Mi ha fatto molto piacere l’accoglienza che il pubblico, gli amici hanno/riservato questa cagnolina e continuo a divertirmi a/farne uno al giorno… speriamo di continuare a lungo.

A proposito di disegno animato e di quanto sta accadendo: pare che l’animazione oggi non sia soltanto per bambini, ma anche per giovani adulti. Lei è stato un precursore anche da questo punto di vista quindi non possono non chiederle un commento…

Io sono felicissimo di questa cosa, perché non ho mai pensato al disegno animato come un prodotto esclusivamente per bambini e lo abbiamo dimostrato con quasi 100 film realizzati con Piero Angela per Quark: si possono trattare argomenti molto interessanti, complessi e difficili da affrontare, perché l’animazione permette veramente di stilizzare, sintetizzare e simbolizzare determinate cose che sarebbe difficilissimo realizzare con il cinema dal vero. Il fatto che si sia aprendo il discorso non soltanto per i bambini, ma anche per gli adulti, non può che rendermi felice, perché è da quando ho iniziato che io ragionavo così e mi ha fatto piacerebbe che anche la Pixar e altre case d’animazione bene o male fossero su questo filone, cioè il film che piacessero bambini, ma piacessero anche agli adulti, perché Io faccio un po’ fatica a immaginare un genitore che debba sorbirsi un’ora e mezzo di film se non gli piace, mentre invece può portare il bambino a vederne uno e divertirsi anche lui.

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