La città del paesaggio

7 Ottobre 2019
La città del paesaggio

Katia Accossato, docente del Politecnico di Milano, è stata la protagonista al festival Nature Urbane della conversazione sulla comunità resiliente e sui processi partecipativi, temi centrali della pianificazione odierna. Ecco la riflessione sul lago che ha scritto per i nostri lettori: “Bisogna rinnovare  l’interpretazione del nostro rapporto con l’ambiente”

di Katia Accossato

Varese sembra offrire il contesto ideale per una seria riflessione sul ruolo della natura nella nuova gestione del patrimonio territoriale. Del resto, affrontare le conseguenze del cambiamento climatico non è un’opzione, bensì un obbligo, e alla base di tutto è necessaria una nuova interpretazione del nostro rapporto con l’ambiente in cui viviamo. 

Il patrimonio verde

Perché la regione dei laghi e le Prealpi sono un luogo privilegiato in cui poter sperimentare nuove soluzioni di convivenza uomo-natura? La storia stessa del paesaggio varesino mostra diversi livelli di lettura che vedono il patrimonio verde protagonista nella sfera ludica e ricreativa, così come nelle varie forme di produzione in cui gli elementi naturali avevano un ruolo primario (orti, torbiere, impieghi della cannuccia palustre e simili)

La città d’acqua dolce
Durante l’anno Europeo del Patrimonio Culturale, nel 2018, ho organizzato in città un convegno sulla cura e i valori percettivi del territorio per la seconda edizione della Giornata nazionale del Paesaggio (il 14 marzo), e durante  il festival Nature Urbane ho colto l’occasione per organizzare un incontro pubblico sulle città d’acqua e, in particolare, sul caso delle aree umide in provincia di Varese. Il workshop, fortemente interdisciplinare, Marsh for the city/ Facing challenges. Le potenzialità dell’area umida per la città di Varese, organizzato con Eleonora Bersani del Dastu (Politecnico di Milano), rifletteva, infatti, sul complesso equilibrio delle paludi ai margini del lago di Varese e verificava le condizioni per azioni di rigenerazione territoriale in grado di innescare anche positive dinamiche socioeconomiche.

Uniti per lo sviluppo del territorio
L’impegno, iniziato con il premio di un concorso internazionale per la valorizzazione della ciclopedonale del lago, non si è finora mai fermato. Nell’anno in corso, infatti, con l’inizio dei lavori del Aqst (Accordo quadro di sviluppo territoriale) per la salvaguardia e il risanamento del lago di Varese e il relativo programma d’azione individuato dalla Regione Lombardia, con tutti gli enti e le associazioni coinvolti si sono individuati, tra i tanti, alcuni interventi dedicati al miglioramento delle acque (con l’obiettivo di ripristinare le attività di balneazione e pesca) e all’elettrificazione della navigazione e della mobilità sulla pista ciclabile. Credo che tali interventi necessitino fin d’ora di un inquadramento tramite un progetto paesaggistico e tramite il coinvolgimento degli enti, delle associazioni e degli stessi abitanti. E’ necessaria una visione d’insieme che mantenga un indirizzo unitario per la comunicazione della qualità di questo ambito, spaziando da quella architettonica degli interventi fino a un’immagine coordinata della grafica della cartellonistica

L’accoglienza sulle coste
Sono convinta, e per questo motivo ho riproposto un convegno anche quest’anno, che un tavolo di lavoro fra tutte le associazioni coinvolte intorno al lago, comprese quelle sportive (con particolare riferimento ai canottieri e ai ciclisti) sia necessario per iniziare tale processo.
In vista dei prossimi importanti eventi sportivi come il Campionato Europeo assoluto di Canottaggio 2021, assegnato a Varese, l’accoglienza sulle coste, anche in termini di ricezione turistica, sia diventata una questione cruciale.

Paludi da salvare… con buonsenso

Le paludi all’interno di questo sistema, aree fondamentali per il mantenimento della biodiversità e per rafforzare il ponte ecologico fra la regione alpina e l’area mediterranea, sono infatti minacciate da interventi antropici e dalla diffusione di piante alloctone fortemente invasive. Tuttavia, un approccio troppo conservativo allontanerebbe la possibilità, da parte dei vari attori intorno al lago, di prendersi cura del territorio. Storicamente, l’attività dei pescatori, delle aziende agricole, dei vivaisti, delle associazioni sportive (canottieri e in futuro i ciclisti), degli enti della navigazione, degli esperti di archeologia e della sua valorizzazione, hanno sempre contribuito alla cura del lago e del suo ecosistema.

Il cluster per le città sostenibili

Intanto, sono in corso collaborazioni col Cluster for sustainable cities dell’università di Portsmouth, diretto da Alessandro Melis, che tra l’altro ha indicato proprio il tema della comunità resiliente al Padiglione Italia (Biennale 2020).

Ci vuole una grande capacità di visione, e ci stiamo lavorando da molto tempo: i tempi sono maturi per rilanciare la brand-image di Varese quale “città del paesaggio”.

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Eventi sold out
22 parchi di dimore private aperte in esclusiva, 8 giardini pubblici, più di 200 appuntamenti tra visite guidate, iniziative educative per adulti e bambini, percorsi tra arte e natura, conversazioni, degustazioni e spettacoli per la terza edizione del Festival del paesaggio varesino, che ha visto praticamente tutti esauriti gli eventi principali e le visite in villa

In foto: L’architetto Katia Accossato

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