Io viaggio da sola

4 Marzo 2019
Io viaggio da sola

Federica Sottrici, ricercatrice del Centro sullo sviluppo dei territori e dei settori alla Liuc Business School di Castellanza, tratteggia il crescente fenomeno del turismo “rosa” in Italia e nel mondo

di Federica Sottrici

Una canzone di qualche anno fa recitava: “Donne, negli occhi hanno gli aeroplani per volare ad alta quota…”. Affermazione mai come ora attuale, dato che sono le donne che viaggiano da sole ad alimentare un fenomeno in crescita da ormai diversi anni, il Female Solo Travel.
L’universo femminile rappresenta un segmento del mercato turistico importante e in rapida crescita, sia per i viaggi di piacere sia per quelli di lavoro. Come mostrato dalla ricerca Global Solo Travel Study, condotta da British Airways, il 63% degli intervistati di sesso femminile ha dichiarato di aver intrapreso un viaggio in solitaria nella propria vita e il 73% di avere intenzione di compierne uno negli anni futuri: chiaro indizio di un ormai radicato desiderio di indipendenza e libertà diffuso tra le donne, anche italiane.

In cerca d’avventura… ad alta quota

Nel 2017, l’indagine Io viaggio sola di Jfc ha infatti rivelato che in Italia la percentuale di donne che visitano il mondo senza compagnia è stata pari al 62,6%. Le nostre viaggiatrici solitarie hanno un’età media di 32 anni, sono prevalentemente laureate, parlano almeno una lingua straniera e nel 47,8% dei casi sono impegnate in una relazione sentimentale. A stimolare la loro propensione al viaggio è il desiderio di dedicare tempo a loro stesse e di mettersi alla prova. Motivazioni che indirizzano le turiste verso spostamenti avventurosi e mete dove praticare trekking, attività da loro sempre più amata.
Addio al nubilato in trasferta

Turismo “rosa” non significa comunque soltanto avventura, ma anche divertimento. Perché allora non condividere con le proprie amiche un momento importante della vita e festeggiare insieme prima di convolare a nozze? Seguendo la tradizione anglosassone, sono infatti sempre più numerosi gli italiani che scelgono di celebrare con un viaggio il proprio addio al celibato o nubilato. Se fino a qualche anno fa l’addio alla vita da single veniva festeggiato con una cena o una uscita in discoteca, oggi la tendenza è quella di trascorrere qualche giorno di vacanza in compagnia degli amici più intimi. Questo fenomeno è particolarmente apprezzato dal gentil sesso che, secondo dati Ansa, rappresenta il 54,3% del totale di promessi sposi che scelgono di festeggiare in trasferta e preferisce mete estere (61,3%), al contrario degli uomini che prediligono i confini nazionali (52,7%). Nonostante sia un mercato agli albori, questa nuova tipologia di turismo genera in Italia un fatturato complessivo di circa 34 milioni di euro e si concentra prevalentemente nei mesi di giugno e luglio. La ricerca Domani mi sposo–come festeggiano l’addio al celibato e nubilato gli Italiani/e condotta da Jfc evidenzia che agli addii al nubilato partecipano in media quasi una decina amiche, con un’età media di 29 anni e una buona propensione alla spesa. Le future spose preferiscono pacchetti personalizzati e, pertanto, gli addii al nubilato richiedono un’organizzazione dettagliata, svolta solitamente con buon anticipo: circa 62 giorni prima dell’addio stesso, contro i 28 giorni degli uomini.

Cibo & Cultura
Il turismo al femminile si avvicina inoltre sempre più a quello enogastronomico, ricercando non soltanto la conoscenza del prodotto, ma anche del territorio di produzione, nel quale desidera un’esperienza di vita. L’84% delle donne è interessato a un viaggio all’insegna dell’enogastronomia, che permetta di scoprire la cultura del territorio attraverso esperienze come cooking class (lezioni di cucina) e il contatto con i locali. Il legame tra cibo e cultura è stretto, tanto che l’Omt (Organizzazione mondiale del turismo) ha riconosciuto i viaggi enogastronomici come parte di quelli culturali.

Negli occhi hanno gli aeroplani… e il settore vola!
Dunque, le donne sognano di volare in alta quota e, allo stesso tempo, fanno volare l’economia del settore turistico.

In foto: Federica Sottrici

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