Nonni, siamo fritti

5 Feb 2018
Nonni, siamo fritti

Come ricordano i nonni, in passato il Carnevale era il periodo dell’anno in cui si mangiavano piatti ricchi e calorici, prima del lungo periodo di digiuno e penitenza della Quaresima. La dietologa dell’ospedale di Saronno, Milena Colzani, spiega le accortezze adottare per togliersi qualche sfizio anche da anziani. Ecco gli escamotage per “snellire” i dolci della tradizione carnevalesca

Le leccornie di oggi arrivano dalle usanze di ieri. Come i meno giovani ricorderanno bene, nei mesi di gennaio e febbraio si macellavano i maiali. A Carnevale abbondavano, quindi, strutto e lardo, che venivano usati per friggere, soprattutto i dolci. Nascono così le chiacchiere – dette anche frappe, cenci o bugie – le castagnole o tortelli, gli struffoli e le zeppole: nomi diversi per indicare una summa di calorie di zucchero semolato e a velo, miele e fritti.

Per farla breve, avendo ereditato queste consuetudini culinarie carnevalesche – anche se poi il digiuno in Quaresima non è più “di moda” – in questo periodo rassegnamoci a una bella dose di calorie “indigeste”: circa 7-800 per una porzione media di dolci “misti”. La frittura tradizionale con lardo, strutto e burro – benché più adatta in quanto più resistente alle alte temperature, senza provocare la formazione di sostanze tossiche – per il contenuto di grassi saturi e di colesterolo risulta pesante da digerire. Tuttavia, si può usare qualche escamotage per rendere meno calorici e più digeribili i nostri dolcetti.

Per esempio, si può optare per la cottura al forno delle chiacchere (anche se, in realtà, vengono ugualmente fritte e poi informate). Di certo inoltre l’utilizzo di olio d’oliva, con il suo 80 per cento dell’acido oleico e l’assenza di colesterolo, è la scelta più indicata per la frittura. Va bene anche quello di arachidi, che resiste bene al calore in quanto ricco di acidi monoinsaturi (come l’oleico). Potremmo “snellire” di circa 150 Kcal le castagnole se togliessimo la farcitura di crema o lo zucchero a velo o sostituendolo con dolcificanti.

Ma è il buon senso che come sempre deve guidare le nostre scelte alimentari, senza farci perdere il piacere della festa. Quindi benvenuti dolci della tradizione, però soltanto al Martedì o Giovedì o Sabato grasso, anziché per tutta la settimana di Carnevale. Magari gustandoli durante una bella passeggiata nei parchi cittadini. E compensando l’eccesso di zuccheri e grassi con pasti a base di minestroni o passati di verdura, pesce o carni bianchi ai ferri o legumi con contorni di verdura. Consigli che valgono per tutti. Tanto più per gli anziani.

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