Echi di Profeti

Dalle hit beat degli anni '60 alle ballate che hanno illuminato carriere, le storie di Renato Brioschi rivivono in un racconto musicale senza tempo.

di Redazione VareseMese

Renato Brioschi, nato a Milano nel 1948, ha forgiato la sua leggenda con chitarra e melodie che attraversano decenni. Figlio d’arte, leader dei Profeti e autore geniale, le sue note continuano a vibrare nei cuori di chi ha vissuto quelle estati indimenticabili.

 

Quali furono i primi passi con I Profeti e i loro grandi successi?

I Profeti prendono vita nel 1965, un manipolo di giovani milanesi affamati di beat e pop. Come leader, cantante e solista alla chitarra, registro per la CBS dischi che catturano l’aria frizzante di allora.

  • “Bambina sola” del 1966, dolce e incalzante.
  • “Rubacuori” nel 1967, un’estate in vinile.
  • “Ho difeso il mio amore”, ritmo contagioso.
  • Il capolavoro “Gli occhi verdi dell’amore” del 1968, eco radiofonico eterno.
A Canzonissima 1970 portiamo “Verità che batti nella mente”, ma è l’addio al gruppo: l’ora di voltare pagina.

Come è arrivata “Lady Barbara”, la corona del Disco per l’Estate?

Nel 1970, firmo “Lady Barbara” con Totò Savio, sotto Renato dei Profeti. Un inno solare, leggero, fatto per spiagge e balli. Trionfa al Disco per l’Estate e invade le onde radio . Quel successo ribalta tutto: la pop italiana si tinge di gioia, e io ne sono il battitore libero.

 

Da performer a autore: chi ha trasformato con le sue composizioni?

Dal 1974, metto da parte il palco per creare hit altrui. Le mie parole e note aprono porte.

  • “Terra promessa” per Eros Ramazzotti nel 1982, con Alberto Salerno, il suo battesimo del fuoco.
  • “Comprami” a Viola Valentino nel 1980, scintilla solista.
  • “Finché c’è lei” ai Camaleonti; “Svegliati”, “Paola” a Riccardo Fogli; “Io voglio vivere”, “Mi chiamo Alice” ad Alice; “La tua malizia” a Mia Martini.
Tocco Bobby Solo, Fausto Leali, Marcella Bella, Antonella Ruggiero dei Matia Bazar e Leroy Gomez di Santa Esmeralda con “Tu mi manchi dentro”. Solista, “Giochi senza età” del 1974 conquista la Francia con 750mila copie.

Nel presente, come sente ancora viva la sua eredità musicale?

Vivo in sordina, ma le canzoni non muoiono: riecheggiano in radio e social. Su X, tra 2024 e 2025, fan rivangano “Lady Barbara” e i Profeti con post carichi di nostalgia e like. Niente di eclatante di recente – curo produzioni silenziose, talenti nascosti – salvo la reunion 2000 a “Una rotonda sul mare” di Red Ronnie. Una melodia basta a riaccendere fuochi: la musica è per sempre.

 

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