In alto, a quasi mille metri, il Lago d’Elio regala pace e viste straordinarie sul Lago Maggiore. Nato glaciale, modificato dall’uomo per produrre energia, conserva un’aura misteriosa grazie a vecchie tradizioni popolari che parlano di un borgo scomparso nelle sue acque.
Qual è l’origine naturale e la storia più recente del lago?

Il lago è di origine glaciale, formatosi migliaia di anni fa tra le montagne.
Si trova a circa 930-1000 metri, nel comune di Maccagno con Pino e Veddasca, in provincia di Varese.
Ha una superficie di circa 30 ettari, circondato da Monte Borgna e Monte Cadrigna.
Nel Novecento è stato trasformato in serbatoio per l’impianto idroelettrico a pompaggio Roncovalgrande, uno dei più potenti d’Europa.
Sono state costruite due dighe artificiali: una a nord alta circa 28 metri e una a sud di circa 36 metri.
Di notte l’acqua viene pompata su dal Lago Maggiore, di giorno rilasciata per generare fino a 1000 megawatt di elettricità .
Per questo il livello dell’acqua varia molto durante l’anno e alcune zone restano recintate per sicurezza.
Come appare oggi il lago dal punto di vista ambientale?
Nonostante le dighe, conserva un aspetto selvaggio e suggestivo.
Offre panorami stupendi sul Lago Maggiore, da Locarno a Intra, con le montagne svizzere sullo sfondo.
L’aria è fresca e pulita, c’è silenzio e tranquillità , lontano dal turismo affollato del lago sottostante.
Si può fare il giro a piedi in circa un’ora e mezza su sentiero facile, passando vicino alle dighe.
Non è balneabile ufficialmente e non ci sono spiagge attrezzate, ma si trovano punti per picnic e piccole aree naturali lungo le sponde.
Qual è la leggenda più famosa legata al lago?
La storia più raccontata parla di un antico villaggio sommerso per punizione divina.
Nel IV secolo, durante l’evangelizzazione cristiana, San Silvestro salì verso il Monte Borgna.
Vide un piccolo borgo i cui abitanti veneravano il dio sole Helios (da cui forse deriva il nome Elio).
Il santo cercò di convertirli al cristianesimo, ma fu deriso, maltrattato e inseguito per essere ucciso.
Riuscì a salvarsi, ma l’ira divina si abbatté sul villaggio: una frana improvvisa di fango, acqua e detriti precipitò dalla montagna.
Il borgo intero fu sommerso dalle acque, dando origine al lago.
In alcune versioni si narra che in giornate serene si sentano ancora campane suonare dal fondo o si vedano resti sommersi.
Una variante parla di un mendicante respinto dagli avari abitanti, salvo solo una donna generosa che lo ospitò; lei fuggì e vide il paese sprofondare con un boato.
Ci sono altre tracce storiche o preistoriche nella zona?
Vicino al lago esiste il cosiddetto “Masso dello Sciamano”, una roccia con incisioni rupestri.
Raffigura figure con armi, croci e simboli, datate tra l’età del ferro e l’alto Medioevo.
Potrebbero essere legate a culti celtici o pagani, forse al dio sole Belenos, testimoni di un’antica sacralità del luogo.
La vera storia industriale inizia nel 1911 con la prima diga, ampliata negli anni ’60-’70 per l’impianto attuale.
Perché questo lago resta una meta speciale?
Unisce natura incontaminata, viste mozzafiato e un pizzico di mistero antico.
È perfetto per chi cerca tranquillità , una passeggiata rilassante o una salita in bici impegnativa da Maccagno.
Lontano dalla folla, regala quel senso di scoperta che rende indimenticabile una gita in montagna.
