Battaglie Interiori

Stefano Chiodaroli dipinge guerre eterne che portano il suo volto: un ritorno alle origini, tra l’energia del teatro e l’ossessione per le mischie antiche che vivono ancora oggi dentro ogni uomo.

di Redazione VareseMese

C’è chi dipinge ciò che vede e chi dipinge ciò che non riesce a trattenere. Per Stefano Chiodaroli la guerra non è un tema artistico, ma una presenza costante, un richiamo antico.

Quando nasce questa ossessione per le battaglie?
«Non mi ricordo di preciso quando sia nata la mia passione, credo di averla sempre avuta – racconta. Da bambino “rubavo” i sussidiari ai miei fratelli maggiori per osservare le immagini delle guerre d’Indipendenza o delle campagne di Cesare in Gallia. Non cercavo il sangue né la morte, ma “la forza di quelle mischie”, così familiari come se le avessi conosciute in un’altra vita».

A un certo punto, però, il disegno si interrompe. Cosa succede?
«Durante l’adolescenza smetto di disegnare, trascinato dalle trame della vita. Intorno ai cinquant’anni qualcosa riemerge. Inizio a scarabocchiare battaglie sui dorsi dei libri o su qualsiasi foglio mi capitasse a tiro. “Ero tornato a casa”- confessa. Dipingere guerre diventa il modo più libero per esprimermi, persino più del cabaret e del teatro. La guerra è ovunque e nel cuore di ogni uomo».

Nei tuoi quadri c’è sempre un volto che ritorna: il tuo.
«Non è un vezzo – precisa Stefano. Le prime volte è stata una sorpresa anche per me. Una scelta che rende gli scontri storici improvvisamente contemporanei: sembra accaduto cento anni fa e invece è adesso».

Quanto conta il palcoscenico in questa pittura?
«Il legame con il teatro è profondo. Ho sempre rifiutato la satira facile e le imitazioni, preferendo personaggi forti, con un linguaggio duro e spesso colorito. Applicare un’energia sovrumana a cose semplici è il paradosso che ha reso originali le sue performance e che oggi alimenta le sue tele. Lo stesso fuoco che ha generato dei personaggi così incisivi sui palcoscenici mi ha messo in mano i pennelli con cui dipingo le battaglie».

E quando per te un quadro è finito?
«Lo lascio appoggiato per settimane alla credenza della mia sala, osservandolo alla luce del giorno e a quella artificiale della sera della sera, come uno spettacolo che si ripete. Quando lo firmo sono felice, – conclude. Esausto come dopo una maratona, ma consapevole di aver creato dal nulla qualcosa che mi racconta».

 

  Stefano Chiodaroli (Albizzate VA,15 dicembre 1964) è attore, comico e artista visivo, formatosi alla scuola dell’Arsenale di Milano. Dopo l’esordio come artista di strada e una lunga carriera tra teatro, cinema e televisione (Zelig, Colorado, Belli Dentro), dal 2017 si dedica in modo continuativo alla pittura. Con acrilici realizza il ciclo Battaglie d’Occidente, esposto in Italia e all’estero, tra Venezia, Milano e Mosca.

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