La fisicità dell’Astratto
Giorgio Basfi, nato nel 1980 a Tradate, esordisce nella pittura nel 2003. A Parigi scopre l’urgenza di un’astrazione che dà corpo al pensiero. Con gesti istintivi, materia e colore, invita lo spettatore a un viaggio interiore di domande, rivelazioni emotive e esplorazione libera quotidiana
Parigi come scintilla, l’arte come urgenza. Per Giorgio Basfi la pittura è stata fin dall’inizio un rifugio creativo, ma è nel suo primo viaggio nella capitale francese che nasce la necessità di tradurre impressioni ed emozioni in immagini. Da allora l’astrazione diventa la sua lingua naturale, “l’unica possibilità” – racconta – per comunicare in modo diverso, capace di restituire fisicità al pensiero e di comunicare in modo diverso.
Quale esperienza desidera suscitare nello spettatore che si confronta con le sue opere?
Credo che l’arte astratta non miri tanto a trasmettere emozioni immediate, quanto a richiamare l’attenzione. L’osservatore, seguendo i dettagli – gesto, colore, materia – entra nella visione dell’autore in un percorso che suscita domande e riflessioni, per poi rivelare emozioni e suggestioni profonde.
Nel suo processo creativo, quanto contano tecnica e materia e quanto invece intuizione ed emozione?”
Il punto di partenza è sempre un gesto creativo, istintivo, che coinvolge tutto il corpo. Su questa base costruisco un dialogo con la materia: distribuzione del colore, variazioni di tinta, scelte tecniche. Essendo autodidatta, ho sempre assorbito ciò che mi affascinava, trasformandolo in esperienza personale. In questo senso, intuizione ed esplorazione convivono in ogni opera.
Quali incontri o influenze hanno segnato il suo cammino nell’astrazione?
Più che da singoli maestri, traggo ispirazione da ciò che mi colpisce nella vita quotidiana: musica, paesaggi, sensazioni. Anche l’incontro con altre opere d’arte mi stimola, ma ciò che cerco davvero è la capacità di andare oltre la superficie, di cogliere un senso nascosto. È lo stesso approccio che auspico anche in chi osserva i miei quadri.
Guardando avanti, ha un sogno o un progetto che desidera realizzare?
Il mio sogno è che il mio percorso “liberamente informale” venga sempre più compreso e accolto. Voglio continuare a esplorare le infinite possibilità della pittura per scoprire, in questo meraviglioso linguaggio nuovi significati e orizzonti.
Giorgio Basfi nato nel 1980, vive e lavora a Tradate (VA). Come autodidatta ha cominciato a esporre a partire dal 2003, partecipando a numerose mostre collettive e personali sia in Italia sia all’estero, presentando le sue serie pittoriche astratte frutto di cicli di ricerca o come suggeriva il suo amico curatore Gianluca Belli, Tentativi di Sopravvivenza…

