La birra “verde”

1 Aprile 2019
La birra “verde”

Doppio taglio del nastro alla Carlsberg Italia nel segno della tecnologia sostenibile. Abbiamo parlato con l’amministratore delegato, Alberto Frausin, delle prossime tappe del percorso intrapreso dal gruppo per contribuire al raggiungimento dei Global Goals dell’Onu, tramite propri obiettivi ambientali

di Chiara Milani

In alto i calici. Anzi, i boccali: Carlsberg Italia brinda al futuro. Con un doppio taglio del nastro all’insegna della sostenibilità. Lo storico birrificio di Induno Olona ha infatti appena inaugurato due importanti novità ad alto tenore di tecnologia sostenibile: l’innovativo impianto di pastorizzazione flash e il nuovo negozio.

Bevanda ad alta sostenibilità

Il nuovo processo porterà a un -15% di energia utilizzata, -10% di consumi idrici e altrettanta riduzione di emissioni di CO2. L’impianto produrrà un minor impatto ambientale grazie alla riduzione dei tempi necessari, visto che la birra raggiungerà 71°C in 20 secondi ”garantendo l’abbattimento dei microrganismi potenzialmente dannosi per il prodotto e standard elevati in termini di qualità e proprietà organolettiche”, assicurano allo stabilimento.

Un edificio a consumo quasi zero

A questa innovazione si somma il nuovo “biglietto da visita” del Birrificio Angelo Poretti, che rappresenta un altro importante passo verso quello che l’azienda definisce “l’unico modello di sviluppo possibile”. Cioè, quello dell’economia circolare. Ciò grazie all’utilizzo di materiali riciclabili e durevoli, la riduzione di dispersioni termiche invernali e l’attenuazione del picco di calore estivo, ma anche l’uso di tecnologie ad alta efficienza energetica per la climatizzazione, la produzione di acqua calda sanitaria e l’illuminazione.

Un gruppo amico della natura

La doppia inaugurazione non è comunque di certo il primo passo fatto da Carlsberg in questa direzione. Basti pensare che lo scorso agosto il Chairman della Fondazione è stato premiato come l’uomo che ha dato il più maggiore contributo all’economia circolare nel 2018. Non a caso, per il 96% dei dipendenti, prima ancora che la birra, la cosa che si fa meglio in azienda è la sostenibilità ambientale.

Il futuro nel segno delle bioplastiche

Ora abbiamo un progetto importante e ambizioso, che porterà via dai 3 ai 5 anni, ma è il futuro e riguarda le bioplastiche”, ci spiega l’amministratore delegato Alberto Frausin a latere dell’evento: “Inoltre, alla fine di quest’anno partirà il test per la famosa bottiglia a fibra di legno che abbiamo annunciato 3 anni fa. E’ un lavoro di grande innovazione e di dettaglio. Pensi che avremo studi sul colore delle etichette, perché per esempio il blu e il verde sono molto inquinanti, e quindi stiamo lavorando per avere inchiostri e stampe ambientalmente corretti. Ogni piccola cosa ha un suo peso e il mondo deve cambiare in quest’ottica. Così come ognuno fa la raccolta differenziata”.

Costi-benefici, il conto torna

Ma ne per un’azienda ne vale la pena in termini di costi-benefici? “Ci sono modelli che secondo me possono costar meno. E’ più un problema di comportamento che di costo”, ci risponde l’amministratore delegato italiano: “Certo, certe scelte, come le nostre, costano. Però in certe condizioni… le faccio un esempio: per portarmi dietro la birra, se esco devo trovare una soluzione, perché non posso tenere il liquido in mano, quindi c’è un bisogno. Sono ottimista, nel senso che l’ innovazione all’inizio costa sempre tanto, poi ha un impatto e, nel momento in cui crescono i volumi, anche il conto torna”.

Il monito per l’Italia

Non ultimo, un monito per la nostra nazione: “Ricordiamoci che, nella logica dell’economia circolare, l’Italia non è produttore di materie prime, quindi dovremmo essere straordinariamente circolari, perché tutto ciò che recuperiamo è valore, patrimonio e stiamo purtroppo recuperando troppo poco e quindi questa è un’altra variabile. Quindi, in realtà, noi abbiamo il disperato bisogno che le materie prime che arrivano qui vengano immediatamente riciclate”. Di conseguenza, la conclusione: “Questa sarà una sfida del sistema Paese: spero la gente capisca che la dobbiamo raccogliere subito”.

In foto: L’amministratore delegato di Carlsberg Italia, Alberto Frausin (a sinistra), taglia il nastro dell’innovativo impianto di pastorizzazione flash con anche il Governatore lombardo, Attilio Fontana, e il sindaco di Varese, Davide Galimberti

 

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