Scopriamo i campioni di domani

di Milani

 

Il 10 giugno è in calendario il ventiduesimo Gran Premio dell’Arno. A Solbiate si disputerà la gara internazionale riservata alla categoria Juniores maschile. Ecco la nostra intervista a Adriano Zanzi, presidente della Carnaghese, organizzatrice della corsa: “L’impegno della nostra società resta quello di promuovere al meglio gare ciclistiche per i giovani”

di Luigi Cazzola

Gli appassionati di ciclismo fanno enormi sacrifici per potere vedere dal vivo, in alta montagna, i campioni affermati, ma accorrono numerosi anche alle corse dei giovani, soprattutto quando esse sono ben organizzate e hanno carattere internazionale. A questo proposito un’occasione veramente ghiotta è offerta dal Gran Premio dell’Arno, Coppa d’Argento Comune di Solbiate Arno, gara internazionale riservata alla categoria juniores maschile, in programma il 10 giugno a Solbiate Arno.

Questa gara, giunta alla ventiduesima edizione, è organizzata dalla Società Ciclisitica Carnaghese ed è ormai diventata una classica per juniores, utile per conoscere i campioni di domani.

E’ lo stesso Adriano Zanzi, presidente della Carnaghese, a illustrarci il programma 2018: “Si partirà alle 14 e la corsa si concluderà intorno alle 17. Anche per quest’anno il circuito è quello ormai classico, con partenza da Solbiate Arno. Poi si fa il falsopiano verso Caronno Varesino, si ridiscende a Carnago, si ritorna a Solbiate Arno, frazione Monte, poi si tocca Oggiona Santo Stefano e nuovamente si ritorna a Solbiate Arno dove si affronta la salita finale che porta al traguardo. I giri da percorrere sono dieci per un totale di 124 chilometri. Saranno presenti i più forti corridori italiani e quasi sicuramente ci sarà anche il campione italiano Juniores in carica, Alessio Acco. Inoltre saranno al via anche formazioni straniere e tra queste anche due squadre nazionali, la nazionale russa e la nazionale slovena”. Quindi, la chiosa: “L’impegno della nostra società resta quello di organizzare al meglio gare ciclistiche per i giovani”.

E di giovani qui ne abbiamo visti correre davvero tanti. Alcuni sono diventati campioni, altri hanno preso posto come spettatori dietro le transenne, ma tutti hanno serbato nel loro cuore un piccolo ricordo di questa bella corsa e dei loro diciott’anni.

Ph Ilaria Benati

 

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