Giovani resilienti

7 Giugno 2021
Giovani resilienti

Due talenti under 40 che hanno studiato a Varese, dove hanno lanciato la propria attività lavorativa, e che ora danno lavoro ad altri ragazzi. Anche sfruttando le nuove opportunità offerte dalla tecnologia

Segni particolari: tanta voglia di lavorare e altrettanta creatività. Le speranze di ripresa dell’Italia e del territorio hanno il volto di ragazzi come loro: Enrico Saverio Pagano e Matteo Bruno Calveri. Ne siamo convinti a VareseMese. Tanto che li abbiamo scelti come esempio di resilienza under 40 in due campi duramente colpiti dalla pandemia: la cultura e il business. Ad alzare ulteriormente l’asticella, il fatto che l’attività di entrambi sia legata agli eventi. Praticamente cancellati, dal vivo, dall’inizio della pandemia. Eppure, anche grazie al sapiente utilizzo delle nuove tecnologie, loro nel 2020-2021 hanno fatto parlare di sé per i successi raggiunti.

Il direttore d’orchestra rivelazione dell’anno…

Il maestro Pagano è un giovane direttore d’orchestra che, questa primavera, è stato inserito da Forbes Italia tra i leader del futuro ed è stato citato su D La Repubblica nella nuova generazione di talenti under 30 come unico rappresentante del mondo della musica classica. Vincendo poi anche la categoria cultura della selezione italiana del Premio Toyp (Ten oustanding young persons) della JCI (Junior Chamber International), destinato alle giovani eccellenze. Classe 1995, nativo di Roma, ma residente dal 2006 a Varese, dove ha fondato soli 19 anni l’orchestra da camera Canova (che raggruppa alcuni dei migliori professionisti italiani dall’età media di 25 anni), nell’autunno del 2020 il maestro Pagano è stato impegnato con la sua orchestra, Alessandro Baricco e la pianista Gloria Campaner all’Arena di Verona per le celebrazioni del 250esimo anniversario della nascita di Beethoven, con un progetto che ha poi coinvolto online studenti di tutta Italia. Ora, sogna di far risbocciare la musica anche nella Città Giardino, con un’orchestra stabile.

e l’imprenditore che non teme le grandi sfide

Aveva 25 anni, il varesino Matteo Bruno Calveri, padre primario cardiologo e un futuro da medico già instradato, quando nel 2009, cioè subito dopo la crisi finanziaria, ha deciso di mettersi in gioco e fondare Summeet, l’azienda che ora conta 40 dipendenti, soprattutto giovani, e che nel 2020, l’anno da dimenticare per il settore degli eventi, ne ha organizzati oltre 1.200, coinvolgendo più di 21mila persone ed erogando quasi 30mila crediti formativi in ambito sanitario, raggiungendo così risultati record. Il tutto traslocando online i propri servizi durante il primo lockdown. Ospite dalla trasmissione televisiva Prospettive, ha spiegato che per lui il futuro degli eventi sarà phygital, neologismo inglese che unisce fisico e digitale. Cioè, ibrido.

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Foto: il Maestro Pagano (a destra) e e l’imprenditore Calveri (a sinistra).

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