Immaginiamo di intervistare Umberto Eco, vivo e pronto a raccontarci come la Sacra di San Michele ha ispirato Il nome della rosa. Con chiarezza e passione, Eco svela i segreti dell’abbazia piemontese, dal Portale dello Zodiaco al mistero del secondo libro della Poetica di Aristotele.
Cos’è la Sacra di San Michele e perché è speciale?
La Sacra di San Michele è un’abbazia benedettina sul Monte Pirchiriano, in Piemonte, costruita tra il 983 e il 987. Sorge su uno sperone roccioso, domina la Val di Susa, sembra sospesa tra cielo e terra. Dedicata all’arcangelo Michele, era un centro di cultura medievale, con monaci che copiavano manoscritti. La sua architettura romanica, con muri spessi e archi a tutto sesto, trasmette forza e mistero. È un luogo che cattura, perfetto per ambientare un romanzo.
Come ha ispirato Il nome della rosa, in particolare la Scala dei Morti, il Portale dello Zodiaco e il labirinto?
La Sacra ha colpito per la sua atmosfera. La Scala dei Morti, una ripida scalinata che porta all’abbazia, ha suggerito l’idea di un accesso difficile, quasi un rito di passaggio, come quando Guglielmo e Adso arrivano al monastero nel romanzo. Il Portale dello Zodiaco, scolpito intorno al 1128, con i suoi segni zodiacali e simboli biblici, ha ispirato l’ingresso monumentale dell’abbazia, un varco tra il mondo terreno e il sacro. Il labirinto della biblioteca è più un’invenzione: la Sacra non ha una biblioteca così, ma i suoi corridoi intricati hanno fatto pensare a un luogo che nasconde segreti. Ogni angolo della Sacra evoca mistero, perfetto per un giallo medievale.
Cosa rappresenta il secondo libro della Poetica di Aristotele nel romanzo?
Il secondo libro della Poetica, che forse non è mai esistito, sarebbe stato sulla commedia. Aristotele definisce la commedia come imitazione di uomini comuni, che fa ridere per correggere i vizi. Nel romanzo, è un simbolo: il riso come forza sovversiva, capace di sfidare dogmi. Jorge, il monaco cieco, lo nasconde perché teme che il riso liberi le menti. L’idea nasce da tracce filologiche, come le menzioni di Diogene Laerzio e Averroè, ma è stata trasformata in un mito del sapere perduto, un testo che minaccia l’autorità ecclesiastica.
Ci sono altri elementi della Sacra nel romanzo?
La posizione isolata della Sacra, che rende l’abbazia un mondo a parte, e l’atmosfera di tensione spirituale hanno aiutato a immaginare un luogo dove il sapere è potere, ma anche pericolo. L’incendio finale del romanzo, pur non legato a un evento storico della Sacra, richiama la fragilità del sapere, un tema che si lega all’abbazia come custode di manoscritti.


Umberto Eco (1932-2016), piemontese, filosofo, semiologo e medievista, ha scritto romanzi e saggi su Medioevo, cultura e comunicazione. Autore di opere come Trattato di semiotica generale e Storia della Bellezza, ha insegnato all’Università di Bologna per decenni.
Il Portale dello Zodiaco e la Scala dei Morti della Sacra di San Michele

La Scala dei Morti è una ripida scalinata della Sacra di San Michele, in Piemonte, che conduce al Portale dello Zodiaco, una porta monumentale in marmo scolpita intorno al 1128 da Niccolò da Ferrara. Gli stipiti del portale mostrano i segni zodiacali, figure bibliche, animali fantastici e simboli medievali. Storicamente, il portale riflette la cultura romanica, unendo astronomia e fede: lo zodiaco rappresenta il ciclo del tempo e delle stagioni, mentre le immagini sacre richiamano l’eternità divina. Attraversarlo significava passare dal mondo terreno al sacro, un “memento mori” che invita a riflettere sulla brevità della vita.

Sacra di San Michele

La Sacra di San Michele, abbazia benedettina fondata tra il 983 e il 987 sul Monte Pirchiriano, Val di Susa, Piemonte, è dedicata all’arcangelo Michele. Centro culturale medievale, ospitava uno scriptorium per copiare manoscritti. Costruita in stile romanico, ampliata nel XII-XIII secolo, fu abbandonata nel XV secolo e restaurata nell’Ottocento. Il Portale dello Zodiaco (1128) e la Scala dei Morti sono elementi distintivi. Simbolo del Piemonte, è parte della “linea sacra” di San Michele.

