L’intervista che segue illumina tutti gli aspetti dell’Eremo di Santa Caterina del Sasso: dalla leggenda di fondazione alla sua architettura, dalle opere d’arte alle curiosità e alle informazioni pratiche per visitarlo.
Come nacque l’Eremo di Santa Caterina del Sasso secondo la tradizione?
Intorno al 1170 Alberto Besozzi, un ricco mercante e usuraio di Arolo, frazione di Leggiuno, venne sorpreso da una violenta tempesta mentre attraversava il Lago Maggiore. Pregando Santa Caterina d’Alessandria fece voto di ritirarsi a vita eremitica se si fosse salvato. Riuscì a raggiungere una grotta sulla roccia e da quel giorno visse lì come eremita per circa 35 anni, in preghiera e penitenza.
Quale fu il ruolo di Alberto Besozzi nel 1195?
Nel 1195, dopo aver contribuito secondo la tradizione a far cessare una pestilenza che colpiva i paesi vicini, Alberto ottenne di far costruire una piccola cappella dedicata a Santa Caterina. Questo sacello, nucleo più antico dell’eremo, fu edificato riprendendo esattamente le dimensioni del sepolcro della Santa sul Monte Sinai. Alberto morì il 3 settembre 1205 e fu sepolto nella cappella che aveva fatto realizzare. In seguito venne venerato come Beato Alberto, anche se il culto non ricevette mai approvazione ufficiale.
Come si è sviluppato il complesso nel corso dei secoli?
Dalla piccola cappella nacque un romitorio che attirò altri eremiti. Nei secoli successivi arrivarono i monaci domenicani, poi i fratres di Sant’Ambrogio e infine i Carmelitani. Il complesso si ampliò con tre cappelle antiche (Santa Caterina, San Nicolao e Santa Maria Nova) unite in un’unica chiesa nel XVI secolo. Furono aggiunti chiostri, portici, una sala capitolare e una torre campanaria romanica. Il sito subì frane e restauri, fino a diventare monumento nazionale nel 1914.
Cosa rende unico il sacello e quali affreschi contiene?
Il sacello si trova sul fondo della chiesa, su un livello leggermente inferiore. All’interno conserva affreschi del XVI secolo con le Nozze mistiche di Santa Caterina tra Sant’Ambrogio, San Gregorio Magno e Sant’Agostino, e una raggiera con lo Spirito Santo sulla volta. Sulla parete esterna sopra la finestra è affrescato il trasporto del corpo della Santa sul Monte Sinai da parte degli angeli. Un affresco ottocentesco ritrae il Beato Alberto in preghiera nella sua grotta. I resti reali del Beato sono custoditi in un’urna, mentre una riproduzione lignea dello scheletro è visibile in una teca.
Quali altre opere d’arte si possono ammirare?

La chiesa e gli ambienti ospitano affreschi dal XIII al XIX secolo, tra cui una Crocifissione di Giovanni Pietro Crespi del 1510, una Cena del XVII secolo e una pala d’altare con lo Sposalizio mistico di Santa Caterina. Ci sono anche statue lignee del Seicento, un paliotto in scagliola, un organo napoletano del 1783 e vetrate istoriate. Il portico e la sala capitolare conservano opere del Trecento e Quattrocento, tra cui scene della Danza della Morte.
Esistono leggende o curiosità legate all’eremo?
Una famosa leggenda racconta che il diavolo, offeso dalla conversione di Alberto, fece rotolare un enorme macigno verso la cappella per distruggerla. Un intervento divino lo bloccò con un solo mattone, lasciandolo sospeso per secoli sopra la tomba del Beato. Il masso venne rimosso solo nel 1983, ma i segni del miracolo restano visibili. L’eremo è stato anche set cinematografico per film e sceneggiati come “La stanza del vescovo” e “I promessi sposi”.
Come si raggiunge e come si visita l’eremo oggi?
Si può arrivare in auto con ampio parcheggio sopra il sito, scendendo poi 268 gradini panoramici o usando l’ascensore a pagamento. L’arrivo in battello dal lago è particolarmente suggestivo. Il complesso è aperto tutti i giorni. In alta stagione dalle 9:30 alle 19:30 (ultimo ingresso ore 19:00); in bassa stagione gli orari variano tra feriali e festivi. Durante la Messa alle 18:00 la chiesa è riservata ai fedeli.
Quali sono i costi e i consigli pratici?
Il biglietto intero costa 5 euro, ridotto a 3 euro per over 65, residenti in provincia di Varese e gruppi. L’ingresso è gratuito per i minori in molti casi. È disponibile l’audioguida multilingue e sono possibili visite guidate. Si consigliano scarpe comode per le scale e rispetto dell’atmosfera religiosa: silenzio e niente animali nelle zone monumentali.
L’eremo rimane un luogo di grande pace, dove storia, fede e natura si incontrano in un panorama indimenticabile sul Lago Maggiore.
