Immaginate di camminare tra le nebbie del X secolo, quando guerrieri longobardi forgiavano il destino di terre lombarde. Oggi, quel mondo riemerge attraverso echi di pietra e leggenda, invitandoci a scoprire come un semplice campanile custodisca il cuore pulsante di Busto Arsizio, la città che ha resistito al tempo.
Chi era lei e come ha contribuito alle origini di Busto Arsizio?
Ero un capo longobardo, un duca di nome Gundualdo, giunto dalle valli alpine intorno al 900. La mia gente, fiera e instancabile, scelse queste pianure per erigere una fortezza contro invasori franchi e ungari.
- Busto Arsizio non era che un crocevia di fiumi e boschi, ma noi la rendemmo baluardo.
- Io supervisionai la costruzione di mura robuste in pietra locale, con torri alte per avvistare nemici da lontano.
- La nostra vita era dura: aratri di giorno, lance di notte, ma qui piantammo semi di una comunità che dura da secoli.
- Il mio lascito? Non palazzi di gloria, ma fondazioni solide, nate dalla necessità di sopravvivere.
Qual era il ruolo della fortificazione longobarda sul sito della chiesa di San Michele Arcangelo?
Quella collinetta era strategica, protetta dal Ticino e dai suoi affluenti, ideale per una rocca difensiva.
- La fortificazione era un quadrilatero di mura con quattro torri angolari, una delle quali – la più robusta – dominava il paesaggio.
- All’interno, magazzini per grano e armi, e un piccolo tempio pagano dedicato agli dèi guerrieri come Odino, prima che il cristianesimo si imponesse.
- Serviva da avamposto per controllare le vie commerciali verso Milano e Como, raccogliendo tributi e scacciando razziatori.
- Io la difesi in tre assedi, perdendo uomini valorosi, ma vincendo con astuzia e frecce infuocate.
Parli della torre che oggi è il campanile: come nacque e perché è così antica?
Quella torre era il mio orgoglio, la “Torre di Gundualdo”, eretta tra il X e l’XI secolo con blocchi di ceppo squadrato, larghi e resistenti.
- Alta una ventina di metri alla base, aveva merli per arcieri e una scala interna a chiocciola per salire in fretta.
- Non era solo muro: al piano terra, feritoie per balestre; in cima, un tetto di legno per segnalazioni con fuochi.
- Sopravvisse perché usammo malta forte e pietre da cava vicine, pensata per terremoti e assalti.
- Datata al X-XII secolo dalle cronache monastiche, è la più antica ancora in piedi, mentre le mura esterne crollarono secoli fa.

Come è cambiato il campanile nel tempo, dalla fortificazione alla chiesa attuale?
Con l’arrivo dei franchi e poi dei monaci benedettini, la nostra rocca perse il sapore di guerra.
- Nel XII secolo, la torre fu “cristianizzata”: aggiunsero campane al posto delle frecce, e la dedicarono a San Michele, protettore dei guerrieri.
- La chiesa medievale crebbe intorno, ma fu rasa al suolo nel 1600 per far posto a una barocca più grandiosa, con affreschi e altari dorati.
- Il campanile restò: lo adattarono con un nuovo piano superiore e orologio, ma la base longobarda è intatta, visibile nelle mura grezze.
- Oggi suona le ore per la città, un ponte tra il mio mondo di spade e il vostro di pace, ricordando che la forza vera è nella continuità.
Perché questo campanile supera altre strutture storiche di Busto Arsizio in antichità?
Altre bellezze della città sono tardive, figlie di epoche più agiate, ma la mia torre è il vero bisnonno.
- Palazzo Marliani-Cicogna? Splendido, ma del Seicento, con facciate barocche e giardini.
- La chiesetta di Sant’Anna? Dolce, del Settecento, con stucchi e statue, ma nata da devozione popolare recente.
- Case medievali e palazzi? Qualche del XIII secolo, con archi gotici, ma nulla di definito prima del Mille.
- Il campanile vince per datazione precisa e prove archeologiche: scavi hanno trovato monete longobarde alla base, sigillo del X secolo. È il testimone muto, ma eloquente, della nostra tenacia.

Attenzione!
Gundualdo, duca longobardo idealizzato del X secolo giunto dalle Alpi, incarna i capi che eressero la fortificazione di Busto Arsizio. Ispirato a figure reali come Gundoaldo di Asti, simboleggia la torre difensiva divenuta campanile di San Michele, l’edificio cittadino più antico.
