Versi in altezza

Dallโ€™ascesa interiore alla parola scritta: Paola Loreto intreccia natura, solitudine e poesia, unendo lโ€™elevazione fisica a quella spirituale in un viaggio di attenzione e bellezza.

di Redazione Varese

Chi รจ Paola Loreto?

Forse lo sa meglio chi la circonda ed entra in contatto con lei, ma lei crede di essere la bambina timida che a cinque anni ha stipulato per necessitร  unโ€™alleanza con la solitudine โ€“ proficua per la scrittura, un poโ€™ meno per la socialitร  โ€“ e che ha poi tentato di diventare grande coltivando il suo amore per la parola, o le parole. E poi si รจ ritrovata a insegnare, e sta cercando di capire se va bene. E poi si รจ ritrovata sui monti, ed รจ certa che va bene. Bergamasca (anche nel temperamento tenace, ed orgogliosa di esserlo), ma in costante migrazione tra le sedi di lavoro e dellโ€™affetto: Milano, Soresina, lโ€™Alta Val Seriana e le destinazioni della poesia.

Il tuo legame tra la poesia e la montagna?

Sono le due attivitร  โ€œcompulsiveโ€ della mia vita, cioรจ le due cose che non riesco a smettere di fare โ€“ che mi ritrovo a fare giorno dopo giorno, anno dopo anno. Tra lโ€™altro la consapevolezza di questa mia necessitร  di entrambe le esperienze di scrivere e di salire in un ambiente naturale รจ venuta nello stesso momento, nei primi ventโ€™anni. Infatti ho infilato surrettiziamente tre testi โ€œsullaโ€ montagna nella mia prima raccolta, Lโ€™acero rosso (2002) e poi, seguendo la raccomandazione di Derek Walcott, ho deciso di dedicare un libro intero, In quota (2012) a ciรฒ che amavo e conoscevo bene, anche se allora non era una tematica di attualitร  โ€“ anzi. Cโ€™รจ voluto un pochino di coraggio, o di fiducia. Non tanto nella capacitร  della scrittura di significare lโ€™esperienza della vita attraverso immagini cosรฌ fisiche come quella salita/ascesa, ma nella ricezione di questo significato complesso, stratificato, da parte di chi legge.ย 

La contemplazione poetica e quella durante una scalata hanno punti di contatto?

Sรฌ, e molto stretto. In quota โ€“ che รจ appena stato ripubblicato in una nuova edizione ampliata, In quota e altre ascese โ€“ รจ un libro โ€œsullaโ€ montagna nel senso fisico, sensibile, di chi sale, ma anche in quello mentale e spirituale di chi ascende. Come dico in โ€œAttraversata in quotaโ€, la poesia che dร  il titolo al libro, e che รจ stata ispirata dalla traversata dei Lyskamm, sul Monte Rosa, per me scrivere poesia presenta unโ€™analogia essenziale con il camminare in montagna. Entrambe le attivitร  che riempiono di senso la mia esistenza sono scuole di vita perchรฉ esercizi di attenzione. In montagna sono obbligata a porre attenzione alla mia relazione con lโ€™altro-da-me, a partire dal materiale inorganico, come la roccia, o la neve, al quale devo essere capace di adattarmi. E poi agli animali, con i quali condivido lโ€™ambiente. E poi allโ€™animale uomo, con il quale condivido una piccola avventura che richiede fatica e a volte coraggio e invita a forme di solidarietร  specifiche. Se non sai come porti in relazione con lโ€™ambiente, in alta montagna, rischi la vita. In poesia invece lโ€™attenzione รจ per la scelta delle parole, e prima ancora per la ricezione dellโ€™intuizione che vuoi esprimere, il suo ascolto. E sbagliare รจ altrettanto letale: se non scegli le uniche parole giuste, o non metti insieme, non componi, nella poiesis, le parole nellโ€™unica forma giusta, non scrivi una poesia ma riversi un mucchio di suoni nel rumore di fondo del mondo.

I tuoi versi come indagine della natura e degli elementi che la fanno vivere, cosa ci fai leggere, per portarci nel tuo mondo?

Vi offro una poesia dal mio prossimo libro, che รจ lโ€™osservazione attenta, disinteressata, curiosa dellโ€™altro-da-me, ed empatica, di un rapace. Cerco di descriverne le movenze e il volo in modo accurato, e di stabilire con lui una relazione di rispetto: di riconoscimento dellโ€™indipendenza del nonumano dallโ€™umano attraverso il tentativo di immaginarmi la sua natura, e di essere nel suo corpo. Con un filo di invidia per il suo istinto potente.

 

Nello sguardo di un rapace

cโ€™รจ lโ€™istinto dellโ€™altro.

รˆ lo specchio piรน limpido

della coscienza che si interroga

su questa creatura che la guarda

e la trova curiosa, favolosa, tra

le mille movenze della testa,

degli occhi, del collo. Nel soffio

spazzante delle ali nel volo.ย 

Nel grido incolto calato

a piombo nel vuoto. Non cโ€™รจ cattura

piรน squisita della lenta reteย 

di attenzione di una mente che vuole

capire o si sorprende di come

ti stacchi di netto, impercettibile,

da un ramo frusto nella neve e

sosti a piacimento, vibrato,

nellโ€™aria senza alcuno sforzo:

solo con lโ€™imperio, puro,

della tua natura.

Articoli Correlati