Purificare lo spirito

3 Febbraio 2020
Purificare lo spirito

Non di solo pane vive l’uomo… e non soltanto il corpo va decongestionato. Monsignor Claudio Livetti, già prevosto di Busto Arsizio, ci fornisce qualche spunto di riflessione

di monsignor Claudio Livetti

L’esigenza di purificazione è presente in tutte le religioni. Gli Ebrei avevano l’aspersione con l’acqua e col sangue di vittime sacrificali, i Cristiani iniziano il loro cammino con la purificazione battesimale, i Musulmani hanno fontanelle purificatrici fuori dalle Moschee celebri, gli Induisti si purificano nel fiume sacro: il Gange. La purificazione però non è un fatto puramente rituale ed esteriore ma un fatto squisitamente spirituale ed interiore. Posso permettermi qualche suggerimento?

Liberare il fanciullino che c’è in noi

Il Cardinal Ersilio Tonini, vissuto fino a cento anni, aveva un cuore di fanciullo. Ha scritto: “Per noi uomini di questa generazione nulla è più toccante che il trovarsi di fronte al candore di un fanciullo nell’animo dell’adulto”. Ermanno Olmi, il regista bergamasco recentemente scomparso, ci ha dato dei film puri, film da sogno, perché questa era la sua filosofia: “Coi sogni si ritorna innocenti come i bambini che ancora non sanno cosa sono i sogni. Non sanno dove cominciano né dove finiscono”.

Quando noi, credendoci grandi, diciamo: “Dobbiamo essere seri, perché ormai siamo diventati adulti” forse non ci accorgiamo di essere “decadenti” e di esserci “lasciati inquinare”.

Fare autocritica ammettendo i propri limiti

È più facile scegliere un bersaglio che picchiarsi il petto ed è più comodo cercare di discolparsi con colpe altrui piuttosto che con la propria innocenza. Quando un uomo punta un dito accusatore contro qualcuno, si accorge che le altre dita sono rivolte a se stesso? Lo spirito si purifica non giocando alla caccia al colpevole, ma guardandosi lealmente nello specchio e constatando che non c’è l’aureola dei santi. È interessante quello che dice San Paolo ai cristiani di Roma: “Non conformatevi a questo mondo ma trasformatevi rinnovando la vostra mente”. Non dice di trasformare il mondo ma di trasformare se stessi.

Partire dalla mente

La purificazione è un fatto intellettuale, che si riverbera poi su quella religiosa e morale. Il Cardinal Martini insegnava che occorre mettere un argine a tutti i pensieri parassiti e indebiti. Il divagare della mente può avere un aspetto cancerogeno, produrre cioè idee ingombranti, fisse e ossessive. Questo può avvenire in tre ambiti: quando hanno libero campo i pensieri sensuali, quando si passa troppo facilmente dall’ottimismo al pessimismo, quando ci si abbatte credendo di avere subito ingiustizie o torti.

Non rendersi schiavi dei rancori

Nonostante duemila anni di cristianesimo, è sempre latente nel cuore umano lo spirito vendicativo, la legge del taglione così descritta nel primo Libro della Bibbia: “Lamec disse alle mogli: Ada e Silla, ascoltate la mia voce: mogli di Lamec porgete l’orecchio al mio dire. Ho ucciso un uomo per una mia scalfittura e un ragazzo per un mio livido. Sette volte sarà vendicato Caino, ma Lamec settantasette”. Quando uno vive l’illusione: “Gliela faccio pagare cara!” non si accorge di essere come uno che preme sull’acceleratore di un’auto incagliata nel fango. Vive male. Shakespeare dice: “Serbare rancore equivale a prendere un veleno e sperare che a morire sia l’altro”. Chi è capace di lasciar perdere e rinunciare alla vendetta, fa più bene a se stesso che agli altri.

in foto: monsignor Claudio Livetti

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