Scacco in 3 mosse

di Andrea Mallamo

Sistema Moda Italia, presieduto dal bustocco Marino Vago, ha chiesto al governo Draghi 8 milioni di euro “non soltanto come ristori, ma per rilanciare il tessile-abbigliamento, in profonda sofferenza a causa della crisi generata dal Covid-19”

di Chiara Milani

Stimiamo una perdita di circa 70 mila addetti di 6mila imprese, di cui in Lombardia circa 20mila lavoratori e mille aziende, perché le realtà lombarde sono mediamente più strutturate rispetto a quello del resto del Paese, quindi hanno una dimensione aziendale più importante”. Se non si interviene in fretta, è questo il futuro che aspetta il tessile-abbigliamento. A spiegarlo è stato il bustocco Marino Vago, presidente del Sistema Moda Italia, che ha aggiunto: “Se invece si interviene, si può non soltanto salvaguardare questi posti di lavoro, ma a mettere anche mettere basi per il futuro”. Cioè, mettendo le basi proprio per affrontare quel cambiamento del mercato che, secondo il nostro interlocutore, ci sarà sicuramente.

Richiesta da 8 milioni di euro

Ecco perché, sulla base di un lavoro elaborato con l’Università Liuc Carlo Cattaneo di Castellanza, Smi ha elaborato un dossier e chiesto al governo Draghi una cura da 8 milioni di euro. Una cifra ingente, “ma non si tratta soltanto di ristori, bensì di un vero e proprio investimento per un settore che è da sempre ambasciatore del Made in Italy”, ha ricordato Vago nella trasmissione Prospettive, in onda tutti i giorni dal lunedì al venerdì sul canale 16 del digitale terrestre subito dopo il tg di Rete55 e sempre disponibili su www.varesemese.it.

Il percorso di rilancio

Concretamente, il percorso individuato prevede quello che è stato chiamato Scacco in tre mosse. Primo passo, l’individuazione dello scenario, facendo il punto su quale sarà l’evoluzione inerziale della filiera nel medio periodo e quanto saranno pensanti gli strascichi della crisi. Secondo step, la proposta di policy, indicando quali azioni politiche sono necessarie per recuperare il terreno perduto dopo il 2019. Infine, la simulazione degli impatti, quantificando quale sarà l’efficacia delle misure proposte. La sfida è che tutto ciò porti davvero al tanto atteso recovery.

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