Il mese della rosa

6 Maggio 2019
Il mese della rosa

Dalla successione numerica di Fibonacci in piante, fiori e frutti alla “sezione Aurea” leonardesca per le composizioni floreali: Marco Introini, floral designer di Gallarate, ricorda il nesso naturale tra botanica e matematica   

di Marco D. Introni

A maggio il fiore che regna sovrano è indiscutibilmente la rosa. Un po’ perché è il suo periodo di fioritura naturale e un po’ perché è il fiore legato in modo indissolubile al culto Mariano, sin dal dodicesimo secolo. “Eva spina, Maria Rosa: come dalle pungenti spine nasce la morbida rosa, che è del tutto inoffensiva e corona degnamente il ceppo, così dalla stirpe di Eva uscì Maria tutta Santa, e la nuova vergine riparò l’errore della prima. Dalla Giudea spuntò Maria come dalle spine la rosa”, scriveva infatti San Bernardo di Clairvaux. Da qui si cominciò a diffondersi la recita del Salterio Mariano, ovvero del Rosario, come forma popolare di preghiera.

Mamma, rose (non solo rosse) per te
La rosa poi è altrettanto legata alla festa della mamma, che viene festeggiata la seconda domenica di maggio, ed è ormai consuetudine che i figli regalino alle madri almeno uno di questi fiori, in segno di amore e riconoscenza. Da alcuni anni le varietà in commercio hanno raggiunto livelli di bellezza e durata fino a qualche decennio fa impensabili. Ormai l’assortimento di colori spazia dal bianco al lilla, passando per quasi tutto il cerchio cromatico, in un florilegio di nuances e tonalità. Da poco sono entrate prepotentemente sul mercato le bellissime varietà di rose inglesi che, seppur ancora piuttosto costose, regalano delle fioriture esplosive con un  effluvio di profumo che le altre non hanno.

La regina dell’arte floreale

Rosa quindi, regina dell’arte floreale, il fiore in assoluto più versatile per realizzare composizioni e bouquet. Ebbene, quando si parla di botanica ed floral design, il primo grande nome in cui ci si imbatte è quello di Leonardo da Vinci. A lui si devono i primi studi sulla botanica e su quella che sarebbe diventata poi la fillotassi, ovvero la branca che studia come in natura la disposizione degli elementi – foglie, fiori, frutti – abbia una sua logica riconducibile alla successione numerica di Fibonacci. Ad esempio, se dovessimo contare tutti i petali di un girasole o i suoi semi, troveremmo quasi sempre un numero del noto matematico, così come se dovessimo contare le foglie su un ramo o su una pianta: provate con le infiorescenze dell’ananas o del cavolo romano, oppure i petali di  margherite o di rose per l’appunto. Gli studi di Leonardo però sono alla base dell’arte floreale, in quanto nel realizzare le composizioni, ci si attiene praticamente sempre alla divina proportione o “sezione Aurea”, in modo che l’aspetto della composizione floreale sia nel complesso gradevole e proporzionato.

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