Recovery? Fa andà i man!

14 Settembre 2020
Recovery? Fa andà i man!

di Chiara Milani

L’attore simbolo della Milano-che-fattura mostra “il volto più umano del giullare”, citando Paolo Rossi e l’Uomo Ragno. E se vuoi conoscere il suo rapporto molto speciale con i Giargiana di Varese, guarda la nostra video intervista…

Lo raggiungiamo in vacanza. O, meglio, mentre è “in smartworking in a different location”, per dirla come Germano Lanzoni, attore voce del Milan e volto del Milanese Imbruttito.

Con il riavvicinarsi dell’autunno torna anche la paura del Covid-19, che per un po’ sembrava andare in vacanza. Nel tuo libro uscito quest’estate, La terra dei pirla, riesci anche a sdrammatizzare la quarantena, il che forse – anche se speriamo di no – a breve potrebbe tornare molto utile a tanti… ma come si fa a mantenere il sorriso sulle labbra in questi tempi complicati?

Non me l’aspettavo, ma è dura, perché ci sono più pirla di quelli che dovrebbero esserci… Allora, per fare in modo che il sorriso ci accompagni dopo una lunga giornata tra sbatti, scazzi e pirla, la buona sorte ti dà sempre un’opportunità per leggere la realtà come deve essere. Cioè, in un momento in cui tutti siamo stati chiamati a una grande responsabilità, c’è chi l’ha presa e ha mantenuto distanze, protocolli e rispetto per gli altri e i più pirla che invece hanno abbassato la guardia… La parte difficile di riderci sopra è che le persone poi sono coinvolte nella loro salute. Detto questo, se ci distacchiamo un po’ dal contesto, con un pizzico di insensibilità, le incongruenze possono far nascere il sorriso. Certo, la preoccupazione che ci aspetta tra settembre e dicembre, che sono i mesi più difficili in qualunque situazione perché torniamo e si va verso una riapertura oppure una richiusura, è davvero un periodo da vivere. Quindi, l’unica cosa che io farò è accettare il contesto e trovare le soluzioni di volta in volta e nelle pause ridere e sorridere il più possibile: se non per l’aspetto lavorativo e professionale, dato che lo vedo molto impegnativo se non critico, almeno dal punto di vista delle relazioni di famiglia abbiamo sempre una grande opportunità di buonumore.

Pare peraltro che una delle parole chiave di settembre sia recovery. La Human Business Entertainment, di cui sei il fondatore, come la declina?

Io risponderei a questo inglesismo con un detto milanese: Fa andà i man. Penso che questo sia l’unico modo non per non porci il problema del debito pubblico, che ormai è più certo della morte, ma per ottimizzare risorse, persone, asset, progetti, relazioni… Cioè: non c’è tempo per aspettare che qualcun altro ci possa venire incontro per salvarci. Ognuno ha la sua parte da fare.

Peraltro Milano è delle città che sembra essere ancora più in difficoltà e le vendite del tuo libro sono in parte destinate ad aiutare il Fondo di mutuo di soccorso del Comune. Del resto, non è la prima volta che sei impegnato in iniziative di solidarietà anche qui nel Varesotto… Diciamo un po’ che è l’altro volto del giullare, come ami definirti?

Credo che sia il lato umano del giullare, che di per sé venderebbe l’anima al diavolo per una risata. La responsabilità invece è cresciuta col tempo, prima come persona, oggi magari anche come riferimento per chi mi segue… Come dice l’Uomo Ragno, maggiore è il tuo potere, maggiore è la tua responsabilità. Ho sempre cercato di far sì che opportunità ricadano oltre il proprio orticello, perché fa bene. Essenzialmente mi dà la possibilità di essere davvero di valore. La figata di diventare più conosciuto è che conosci e credo che sia anche la possibilità di far conoscere. Là dove è possibile, mi sembra doveroso, oltre che gratificante. Gli americani bravi dicono give back, cioè restituzione.

Signor Imbruttito, in un mondo in cui tramite i social tutte le persone cercano di diventare personaggio, come si fa a rimanere persona quando davvero si è un personaggio popolare?

Perché il vero valore è la persona, non il nostro personaggio. A me l’ha detto Marco Ripoldi che gliel’ha detto Paolo Rossi… tra giullari… quando cammini lasci tre impronte: la persona, il mestiere e il personaggio. Il pubblico ci valuta, ci considera, ci pensa solo per l’ultima, che è quella che viene loro incontro, ma dietro c’è l’attore e sopra c’è la persona. Vale per noi, ma vale per tutti.

in foto: L’attore consegna una copia del suo libro al sindaco Sala

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