Un pet per amico

7 Dicembre 2020
Un pet per amico

Dopo tre anni con il segno meno, il 2020 ha fatto registrare dei picchi di richieste e altri animali da compagnia potrebbero arrivare nelle famiglie sotto l’Albero. Il rischio, però, è che dopo l’emergenza Covid vengano abbandonati. Sabrina Giussani, medico veterinario di Busto Arsizio, presidente senior della Società italiana delle scienze del comportamento animale, spiega come costruire al meglio l’anno nuovo tra bau e miao

 di Sabrina Giussani

Condividere la propria esistenza con un cane o un gatto è una decisione importante poiché la responsabilità di soddisfare tutti i bisogni dell’animale spetta a noi. Le loro necessità sono mangiare, bere, urinare/ defecare e accoppiarsi: questi sono i cosiddetti fabbisogni primari fondamentali per tutti gli animali. È importante, però, conoscere anche le necessità comportamentali tipiche della specie con cui desideriamo convivere. Per esempio, la famiglia umana deve condurre Fido più volte in passeggiata durante la giornata, anche se nell’abitazione è presente un giardino. Le uscite non servono per “fare i bisogni” ma permettono al cane di comunicare con i propri simili, incontrare esseri umani, annusare e conoscere il mondo. Per quanto riguarda i mici, è necessario adattare la casa al piccolo felino così che questi possa salire verso l’alto sfruttando anche la terza dimensione dello spazio.

Una decisione di famiglia

È fondamentale, al fine di una corretta adozione, che tutti i membri della famiglia siano d’accordo, altrimenti il cambiamento della routine quotidiana può scatenare discussioni senza fine che a volte esitano nell’abbandono dell’animale. Inoltre, il cane o il gatto adottato “per i bambini” deve essere desiderato in prima istanza dai genitori, in quanto saranno questi ultimi che se ne dovranno occupare diventando un modello da seguire per i più piccini.

Giovane o adulto?

Si è portati a pensare che il cucciolo o il gattino siano la scelta migliore: adottando un “piccolo”, infatti, è possibile accompagnarlo nella crescita e “formarlo” con il passare del tempo. Anche gli animali da compagnia adulti, però, sono in grado di adattarsi ai ritmi di vita della famiglia umana. Numerosi canili e rifugi realizzano percorsi che preparano all’adozione gli animali arrivati in età adulta presso la struttura. Grazie alla presenza di medici veterinari esperti in comportamento animale, ogni cane e gatto possiede un indice di adottabilità che riassume i punti di forza e le “criticità” dell’animale stesso.

Quando la scelta cade su di un cucciolo o un gattino, è necessario recarsi presso la struttura (allevamento o privato) così da valutare il “carattere” della mamma e osservare come si comportano i piccoli. È opportuno ricordare che il cucciolo e il gattino per imparare le informazioni di base dalla mamma devono rimanere in sua compagnia per almeno due o tre mesi. Inoltre, ogni razza mostra specifiche caratteristiche comportamentali che sono state selezionate (insieme all’aspetto dell’animale) nel corso degli anni. Per raccogliere tutte le informazioni necessarie alla convivenza, consiglio di effettuare una visita pre – adozione presso un medico veterinario: il professionista non solo è in grado di fugare dubbi e perplessità, ma anche di orientare al meglio la scelta della famiglia.

Qualora si optasse per un cane o un gatto adulto, prima di accogliere definitivamente il cane o il gatto nella nostra abitazione è opportuno, quando possibile, farci conoscere. Per esempio portare il cane in passeggiata quando si trova nel rifugio permette di iniziare a creare un legame. È necessario considerare che il cane e il gatto hanno bisogno di un riferimento una volta usciti dalla struttura: il centro referenziale (la famiglia) farà da tramite tra l’animale e il mondo.

I primi consigli

Per “farli sentire a casa” è opportuno collocare la ciotola del cibo e dell’acqua, la cuccetta, la cassetta igienica (per il gatto), il graffiatoio (sempre per il micio) e la cesta dei giocattoli. All’inizio della convivenza consiglio di disporre tutto ciò in uno spazio limitato, così che gli animali da compagnia possano orientarsi con facilità. In seguito le risorse saranno distribuite nell’abitazione.

Per aiutare il nuovo componente della famiglia a superare più facilmente lo stress legato al cambiamento di ambiente è possibile utilizzare i feromoni di sintesi.

Cane e gatto dovrebbero riposare durante la notte, almeno durante il primo periodo, in compagnia della famiglia così che non si sentano “soli” in un ambiente sconosciuto.

È necessario confortare e rincuorare i Pet quando sono in difficoltà o hanno paura e proteggerli nelle situazioni difficili. Le punizioni (anche verbali) dovrebbero essere evitate: l’apprendimento realizzato con il premio (un bocconcino, “Bravo” e una carezza) avviene più velocemente e con maggiore facilità.

Le distruzioni, i pianti disperati quando il cane è a casa da solo, pipì e cacca effettuate nell’abitazione, ringhi e soffi e così via non sono dispetti ma “messaggi”: ci stanno dicendo che si trovano in difficoltà. L’esperto supporta la “famiglia allargata” nella comprensione dei “messaggi” e, grazie alla realizzazione di un percorso riabilitativo, favorisce la nascita di una serena convivenza.

 

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