Il sole ci aiuterà

di Andrea Mallamo

A Varese, diamo i numeri, la trasmissione della nostra testata in onda il primo venerdì del mese su Rete55, con il supporto dei disegni del cartoonist Tiziano Riverso, l’economista Massimiliano Serati ha analizzato il Rapporto regionale 2021 sulle Pmi 

“Preoccupazione sì, ma molto meno del previsto”

di Chiara Milani

Il cielo è blu sopra le nuvole”, cantavano i Pooh, ormai quasi 30 anni fa. Ora, l’estate dovrebbe aiutare a dissipare le nubi della crisi da Covid a aiutarci a tornare a vedere “quel cielo di Lombardia, così bello quand’è bello, così splendido, così in pace”, come scriveva Alessandro Manzoni. Fuor di metafora, la situazione economica non è certo bella, ma poteva andare peggio. E il momento più buio sembra essere alle spalle. A spiegarlo, nel corso dell’ultima puntata mensile di Varese, Diamo i numeri, è stato il professore Massimiliano Serati, economista al vertice della Ricerca della Liuc Business School di Castellanza.

I tre dati chiave

L’esperto ha infatti commentato l’ultimo Rapporto regionale sulle Pmi (Piccole e medie imprese), curato da Confindustria e dal Cerved, con la collaborazione di Intesa Sanpaolo.Emergono numeri che, a prima vista di certo non solo incoraggianti, ma soltanto a prima vista”, ha spiegato l’economista: “Il quadro è riassumibile in 3 punti a livello nazionale, il complesso delle imprese, non solo le Pmi, è stimato perdere 1 milione e 300mila posti di lavoro, al 2021, come consuntivo rispetto al 2019, quindi circa un 8% di perdita. Sul piano del fatturato, ci posizioniamo come Pil intorno a una perdita dell’11,5%. C’è poi un terzo dato, che riguarda le percentuali, ovviamente previste, di possibili fallimenti, che variano molto da settore a settore, ma in alcuni comparti, come quello della fieristica e dei convegni, così come della ristorazione, il pericolo è di arrivare addirittura al 40%”.

 

L’eccezione lombarda

Un quadro quindi non particolarmente luminoso, lungo tutto lo Stivale. Se però restringiamo il campo al Nord Ovest in generale e alla Lombardia in particolare, le notizie migliorano un po’. Sia perché il modello di specializzazione di queste aree è fortemente polarizzato sul manifatturiero e quest’ultimo ha risentito meno della pandemia, con dati decisamente migliori, sia più in generale per una situazione di condizione economica di fondo migliore. A farlo notare è sempre il nostro interlocutore, che rimarca come quel – 8,2% occupazionale diventa un -7,5% se parliamo del Nord Ovest e scende sotto al 7 se parliamo della nostra regione. Con percentuali simili, anche gli altri dati, più o meno si ridimensionano tra 1 punto e 1 punto e mezzo percentuale.

I segnali tra le righe

Questi i numeri. Bisogna però saperli interpretare. “Intanto, si deve precisare che sono scenari stimati, previsti, con un margine di errore”, commenta a tal proposito Serati: “Gli indicatori sono tutti, come dicevo prima, apparentemente inquietanti. Però ci sono due o tre meccanismi e segnali che in realtà ce li fanno rileggere in modo diverso. Il primo è che, rispetto alle previsioni che si facevano solo 6 mesi fa, questi numeri sono negativi, ma decisamente meno di quanto si pensasse. Quel milione e trecentomila posti di lavoro persi nel complesso era più o meno il dato che molti pensavano per il solo 2020, mentre qui già parliamo del biennio 2020-2021”. Non soltanto. “Quello che emerge dalle pieghe del rapporto è un dato che corrisponde allo scenario peggiore tra i possibili che abbiamo di fronte, cioè quello in cui il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) non riesca a incidere già dal 2021, mentre le previsioni del governo invece ritengono di sì. Inoltre, è una proiezione e in cui gli effetti globali della campagna vaccinale su scala planetaria tarderanno a farsi sentire, mentre noi abbiamo invece già segnali di buon risveglio di alcune parti del pianeta, soprattutto America del Nord e Estremo Oriente. Quindi preoccupazione sì, ma meno, molto meno di quella che ci saremmo aspettati”, conclude l’economista.

Disegniamo la speranza

Insomma, la speranza è che la bella stagione sia foriera di belle sorprese. Di qui la vignetta del nostro cartoonist, Tiziano Riverso, che sdrammatizza: “Poteva andare peggio. Poteva non uscire il sole”. E non è poco. 

 

Nazione

I punti a livello nazionale in cui è riassumibile la situazione: perdita di posti di lavoro, Pil e rischio di fallimento 

-8%

Il complesso delle imprese, non solo le Pmi, è stimato perdere 1 milione e 300mila posti di lavoro, al 2021, come consuntivo rispetto al 2019

x2

Un milione e trecentomila posti di lavoro persi nel complesso era il dato che molti pensavano per il solo 2020, mentre qui già parliamo del biennio 2020-2021

-11,5%

Secondo i dati più aggiornati, sul piano del fatturato, ci posizioniamo come Pil intorno a una perdita dell’11,5%. 

40%

Il rischio di fallimento in alcuni comparti, come quello della fieristica e dei convegni, così come della ristorazione

 

Regione

-7%

Il – 8,2% occupazionale diventa un -7,5% se parliamo del Nord Ovest e scende sotto al 7 se consideriamo la nostra regione. 

6

Rispetto alle previsioni che si facevano solo 6 mesi fa, questi numeri sono negativi, ma decisamente meno negativi di quanto si pensasse. 

30

Quasi trent’anni fa, il gruppo dei Pooh cantavano “Il cielo è blu sopra le nuvole”, oggi di grande attualità

2

Due secoli fa, Manzoni pubblicò I promessi sposi, in cui scriveva: “Quel cielo di Lombardia, così bello quand’è bello, così splendido, così in pace”

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