Costantinopoli cancellata

La grande capitale cristiana fu trasformata in Istanbul attraverso una cancellazione sistematica della sua identità bizantina. Ecco perché e come accadde davvero.

di Redazione VareseMese
  1. La cancellazione di Costantinopoli

Con “cancellazione” non si intende una distruzione fisica totale (molti edifici furono riutilizzati), ma una trasformazione sistematica e progressiva dell’identità cristiana-bizantina della città in identità islamico-ottomana. Il processo durò secoli, dal 1453 fino al XXI secolo, e continua ancora oggi.

Monumenti e simboli quasi completamente cancellati o ridotti a frammenti:

  • Ippodromo di Costantinopoli: uno degli edifici più importanti della vita pubblica bizantina (capacità 80-100.000 persone). Oggi resta solo una piazza (Sultanahmet Meydanı) con tre monumenti isolati sulla spina (Obelisco di Teodosio, Colonna Serpentina, Obelisco Murato). Gradinate, carceres, kathisma e quasi tutta la struttura sono spariti.
  • Grande Palazzo imperiale: complesso enorme (oltre 100.000 m²) con sale del trono, chiese private, giardini e mosaici. È sepolto sotto la Moschea Blu e le strade moderne. Unico resto visibile: pochi pavimenti a mosaico nel Museo dei Mosaici del Grande Palazzo.
  • Foro di Costantino: piazza circolare simbolo della “Nuova Roma”. Rimane solo la Colonna di Costantino (Çemberlitaş), annerita, cerchiata di ferro e con la base sepolta di 2,5 metri. Portici, archi trionfali e statue sono scomparsi.
  • Altre tracce minori: Foro di Teodosio, Colonna di Arcadio, statue imperiali, acquedotti parziali, gran parte del sistema di strade bizantine (Mese) sono stati demoliti o ricoperti.

Le immagini seguenti mostrano come si presenta l’ippodromo oggi.

Monumenti trasformati ma non cancellati del tutto:

  • Santa Sofia: diventata moschea (1453), poi museo (1935), di nuovo moschea (2020). Mosaici cristiani coperti con teli durante le preghiere; accesso turistico limitato alla galleria superiore.
  • Chiesa di Chora (Kariye Camii): riconvertita in moschea nel 2024; mosaici e affreschi bizantini parzialmente coperti o visibili solo in zone laterali.
  • Mura teodosiane: visibili solo in tratti restaurati (Yedikule, Edirnekapı, ecc.); molte sezioni interrotte da strade, case e vegetazione.
  • Hagia Irene: rimasta museo (non moschea), ma desacralizzata e spoglia di gran parte delle decorazioni originali.

Processo generale:

  • Conversione sistematica di centinaia di chiese in moschee (con aggiunta di minareti, mihrab, tappeti e copertura di immagini cristiane).
  • Cambiamento del nome: da Costantinopoli a Kostantiniyye (poi Istanbul).
  • Riduzione della popolazione greca-cristiana (massacri, schiavitù, esilio, conversioni, scambio di popolazioni 1923).
  • Risultato: la città ha mantenuto la struttura urbanistica bizantina in parte, ma ha perso quasi del tutto il suo carattere di capitale cristiana imperiale.

     

  1. Le idee alla base della cancellazione di Costantinopoli

La cancellazione non fu un atto di puro vandalismo, ma derivò da una combinazione di idee teologiche islamiche e ragioni politiche ottomane.

  1. a) Idee teologiche (radicate nell’Islam)
  • Supremazia dell’Islam come religione definitiva: il Corano presenta l’Islam come compimento delle rivelazioni precedenti (cristianesimo e giudaismo). La conquista di Costantinopoli fu vista come segno divino della vittoria finale sull’ultimo grande impero cristiano.
  • Aniconismo e purificazione degli spazi sacri: il Corano condanna l’idolatria (shirk). Gli hadith rafforzano il divieto di immagini di esseri viventi negli spazi di culto. Quando una chiesa diventava moschea, mosaici con Gesù, Maria e santi venivano coperti o rimossi per “purificare” il luogo secondo il principio di tawhid (unicità di Allah).
  • I luoghi di culto appartengono ad Allah: Sura 72:18 («Le moschee sono per Allah») fu interpretato come obbligo di ridedicare i templi più importanti al culto islamico una volta conquistato il territorio.
  • Hadith profetico: «Voi conquisterete sicuramente Costantinopoli. Che eccellente esercito sarà quell’esercito…» (Musnad Ahmad). La caduta del 1453 fu considerata il compimento di questa profezia.
  • Protezione condizionata dei “popoli del Libro”: Sura 22:40 protegge chiese e sinagoghe, ma solo finché i cristiani accettano lo status di dhimmī (protetti ma sottomessi e inferiori). I simboli più potenti della vecchia religione (Santa Sofia) dovevano essere islamizzati.
  1. b) Ragioni politiche
  • Legittimazione del sultano: Mehmed II si proclamò «Kayser-i Rum» (Cesare dei Romani) ma doveva anche essere il sultano islamico per eccellenza. Islamizzare i simboli bizantini serviva a dimostrare che l’impero ottomano era il successore legittimo e superiore.
  • Controllo demografico e culturale: ripopolamento della città con musulmani, riduzione della presenza cristiana, imposizione della lingua e della cultura ottomana.
  • Riscrittura della narrazione storica: la città doveva apparire islamica fin dal primo sguardo per consolidare il nuovo potere.
  • Fase moderna (XX-XXI secolo): Atatürk laicizzò alcuni monumenti; Erdoğan dal 2010 ha riconvertito Santa Sofia e Chora in moschee attive per rafforzare l’identità turco-islamica.

In sintesi: la teologia fornì la giustificazione religiosa; la politica fornì la motivazione pratica. Non fu odio verso l’arte bizantina in sé (gli Ottomani riutilizzarono spesso materiali e ammirarono l’architettura), ma selezione consapevole: ciò che simboleggiava il cristianesimo imperiale fu trasformato o ridotto.

  1. Come è caduta Costantinopoli

Contesto storico:

  • L’Impero Bizantino era in declino da secoli: perdite territoriali, guerre civili, saccheggio della Quarta Crociata (1204), pressione ottomana.
  • Nel 1453 rimaneva solo la città e pochi territori circostanti.

L’assedio del 1453 (6 aprile – 29 maggio):

  • Forze in campo:
    • Bizantini: circa 7.000-10.000 difensori (tra soldati, civili e volontari genovesi e veneziani) guidati dall’imperatore Costantino XI Paleologo.
    • Ottomani: 80.000-200.000 uomini (stime variano), artiglieria moderna (cannoni giganti di Orban), flotta di circa 120 navi. Comandante: Mehmed II (21 anni).
  • Sviluppo dell’assedio:
    • Mehmed II bloccò la città per terra e per mare (catena sul Corno d’Oro).
    • Bombardamenti continui con cannoni (primo uso massiccio nella storia).
    • I bizantini resistettero grazie alle mura teodosiane (ancora invincibili) e a sortite notturne.
    • Notte tra 28 e 29 maggio: Mehmed II fece trasportare via terra 70 navi nel Corno d’Oro (bypassando la catena), cogliendo i difensori di sorpresa.
    • 29 maggio 1453 (martedì): assalto finale. Dopo 53 giorni di assedio, i giannizzeri sfondarono una porta secondaria (Kerkoporta) rimasta aperta per errore. Costantino XI morì combattendo (il suo corpo non fu mai ritrovato).
  • Conseguenze immediate:
    • Saccheggio di tre giorni concesso alle truppe.
    • Mehmed II entrò a Santa Sofia e fece celebrare la preghiera islamica.
    • Fine dell’Impero Romano d’Oriente dopo 1.123 anni.
    • Inizio dell’Impero Ottomano come potenza mondiale.

La caduta fu il risultato di superiorità numerica, tecnologia (artiglieria) e un errore fatale dei difensori, ma soprattutto della debolezza strutturale di Bisanzio.

Conclusione della relazione

La cancellazione di Costantinopoli non fu un evento isolato del 1453, ma un processo lungo e intenzionale, motivato da principi teologici islamici (supremazia, aniconismo, purificazione) e da necessità politiche ottomane di legittimazione e controllo. La città cristiana millenaria fu trasformata in Istanbul islamica, con i suoi monumenti più simbolici ridotti, coperti o sepolti. Ciò che resta oggi è un palinsesto: strati bizantini sotto quelli ottomani, con la memoria cristiana visibile solo in frammenti o oscurata periodicamente.

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