Le analisi scientifiche condotte negli ultimi decenni hanno chiarito in modo definitivo le circostanze della morte di Tutankhamon. Di seguito vengono ripercorse le principali tappe che hanno portato dalla celebre ipotesi di omicidio alla sua completa smentita grazie alle moderne tecnologie.
Quando nacque l’idea che Tutankhamon fosse stato assassinato?
L’ipotesi emerse con forza negli anni Sessanta e Settanta. Le prime radiografie del 1968 rivelarono frammenti ossei all’interno del cranio. Studiosi come Bob Brier ipotizzarono un colpo violento alla testa, forse ordinato da Ay, il vizir potente che divenne faraone dopo di lui. Tutankhamon morì intorno ai 19 anni senza eredi maschi diretti, in un’epoca di grandi tensioni politiche seguite alle radicali riforme religiose del padre Akhenaten. La morte improvvisa sembrava il tipico delitto di corte per conquistare il potere.
Quali erano gli elementi che rendevano plausibile questa teoria?
La giovane età, l’assenza di successori e il contesto di instabilità dopo il periodo di Akhenaten resero l’idea molto suggestiva. Si parlarono anche di possibili avvelenamenti o di un incidente di carro. Questa narrazione ebbe enorme successo in libri e documentari perché trasformava un mistero antico in una storia di intrighi e tradimenti universali, facile da comprendere e appassionante.
Cosa hanno rivelato gli esami moderni?
I tomografie computerizzate del 2005, dirette dall’egittologo Zahi Hawass, hanno ribaltato completamente il quadro. I frammenti cranici non erano attaccati alla resina usata per l’imbalsamazione e non presentavano segni di trauma vitale né di processi di guarigione. Gli studiosi li hanno attribuiti ai normali danni della mummificazione (un foro per rimuovere il cervello) oppure alle manipolazioni avvenute nel 1922, quando Howard Carter rimosse la celebre maschera d’oro.
Qual è la causa di morte accertata dagli studi scientifici?
Lo studio pubblicato su JAMA nel 2010, basato su analisi del DNA e TAC di undici mummie della XVIII Dinastia, ha fornito la risposta più attendibile. Tutankhamon era figlio di un incesto tra fratello e sorella: il padre era quasi certamente Akhenaten (mummia KV55) e la madre la cosiddetta “Younger Lady” (KV35YL), a sua volta figlia di Amenhotep III e Tiye. Questo alto grado di consanguineità provocò gravi malformazioni genetiche: necrosi ossea avascolare (in particolare la malattia di Köhler II ai piedi), scoliosi, palatoschisi e piede equino. Il giovane zoppicava fortemente e aveva bisogno di numerosi bastoni da passeggio, ritrovati nella sua tomba.
Esistono altre patologie che hanno contribuito alla morte?
Poco prima di morire Tutankhamon subì una frattura al femore sinistro, senza alcun segno di guarigione. Inoltre il DNA ha rilevato una grave infezione da malaria tropica (Plasmodium falciparum), presente anche in altre mummie della famiglia. La combinazione di debolezza costituzionale dovuta all’incesto, frattura alla gamba con probabile infezione e malaria fu letale. Nella tomba furono trovate anche due mummie di figlie nate morte, ulteriore prova delle conseguenze genetiche dei matrimoni tra consanguinei.
Cosa possiamo concludere oggi sulla teoria dell’omicidio?
La scienza moderna l’ha definitivamente smentita. Non esistono prove forensi di violenza. La morte fu naturale, frutto delle gravi conseguenze genetiche dei matrimoni tra consanguinei che i faraoni praticavano per mantenere “pura” la stirpe divina. Gli esami del 2005-2010, confermati da tutti gli studi successivi fino al 2026, hanno sostituito miti e cospirazioni con una tragica realtà medica. La tecnologia (DNA antico e imaging avanzato) ha rivoluzionato la nostra comprensione di Tutankhamon, trasformando un presunto omicidio in una storia umana di fragilità e limiti della biologia.

Tutankhamon (1332-1323 a.C.) fu un faraone della XVIII Dinastia egizia, salito al trono a circa 9 anni e morto intorno ai 19. Figlio di Akhenaten e di una sorella (incesto reale), regnò brevemente restaurando il culto tradizionale di Amon dopo il monoteismo del padre.
La sua fama deriva dalla tomba KV62, scoperta intatta nel 1922 da Howard Carter, contenente oltre 5.000 tesori, tra cui la celebre maschera d’oro. Studi genetici e TAC hanno rivelato gravi problemi di salute dovuti alla consanguineità: necrosi ossea, malaria e una frattura alla gamba che, combinate, ne causarono la morte.
