Altro che Camera Café

4 Maggio 2020
Altro che Camera Café

Mentre in molti rimpiangono le chiacchierate davanti ai distributori di bevande calde degli uffici, abbiamo chiesto di tirarci su il morale con un sorriso all’attrice comica che interpretava la segretaria Patti della nota sitcom italiana

di Chiara Milani

Ci vuole buonumore, non bisogna mai smettere di ridere, sennò siamo rovinati”. Parola di una che di risate se ne intende: Debora Villa, attrice comica, nota al grande pubblico per il ruolo di Patti, la segretaria di Camera Café: una sitcom che, per anni, ci ha fatto sorridere con la parodia delle scenette quotidiane davanti alle macchinette del caffè, così simili a quelle che avvenivano negli uffici del nostro territorio.

Noi comici lo sappiamo bene quanto sia importante continuare a sorridere, quindi ci stiamo dando un gran da fare per tenere su tutti quelli che ce lo chiedono, che sono davvero tantissimi”, ci spiega dal suo giardino nell’abitazione di campagna nel Milanese: “Non soltanto i comici, ma anche tantissimi artisti stanno facendo iniziative a tutto spiano per alzare il morale degli altri, ma anche di noi stessi: io stessa ho trovato un grandissimo conforto personale, tenendomi in contatto con gli altri, così non mi pare di vivere in questa bolla di surrealtà, perché un momento così nessuno se l’aspettava e quindi devo dire che ce diamo da soli una bella pacca sulle spalle da soli e con un po’ di grinta… alè!”.

Ci accoglie dunque – anche se virtualmente – con il sorriso e con in mano una tazzina del caffè, anche se ci vediamo attraverso uno schermo e non davanti ai uno dei tanti cari, vecchi, mai così rimpianti distributori automatici di bevande calde presenti in tante attività.

Molti non pensavano l’avrebbero mai detto, ma quanto mancano oggi quelle macchinette del caffè davanti a cui negli uffici ci si lamentava, si spettegolava e ci si tirava un po’ su… Ora si chiacchiera davanti allo schermo del pc o allo smartphone. Per sdrammatizzare, Debora Villa ha lanciato una nuova iniziativa social, Non Deboralizziamoci… come si fa perché è importante ora cercare di continuare a sorridere e far sorridere?

Quando la linea lo consente, trasmetto dallo studio che ho allestito in casa mia con le foto di Mina e Raffaella Carrà che – sempre sante – mi tengono compagnia e mi portano bene e facciamo un po’ di giochi con tanti ospiti vip che mi tengono compagnia e poi soprattutto il pubblico, a cui faccio fare le cacce al tesoro per casa e li faccio gareggiare con Alexa (un altoparlante intelligente controllato tramite comandi vocali, ndr), che io tengo in casa e mi fa compagnia.

La segretaria Patti nella sesta stagione di Camera Cafè non compariva, perché aveva avuto un figlio e, dovendo curarlo, non poteva andare in ufficio. Con le scuole e asili chiusi e Ia fase alle porte, molte lavoratrici rischiano di trovarsi nella stessa condizione… Da donna capace di grande autoironia, che cosa possiamo dire a noi stesse in questo momento?

Le donne non hanno bisogno dei miei consigli come si fa a tirare su il morale a se stesse e a tutta la famiglia. Noi ci rimbocchiamo le maniche fin sopra il gomito e lavoriamo senza fermarci mai facendo 5 cose contemporaneamente, perché si sa che la donna è multitasking rispetto all’uomo: con le mani lava i piatti con i piedi stira, con i denti cambia il bambino e con le tette apparecchia e loro nello stesso lasso di tempo si stappano una birra. Quindi, insomma, noi lo sappiamo cosa dobbiamo fare… dunque donne, mi raccomando, dita incrociate, tanta forza, tanta grinta.

Tutti parlano della fase 2, peraltro con sempre meno speranza…

Se vogliamo essere seri, in tanti si stanno lamentando perché il lavoro langue… Non è bella la prospettiva. Avranno problemi tutti quelli che lavorano nel turismo, ristoratori, agenzie di eventi, figurati noi artisti… Io mi metterei a stampare dei soldi, ragazzi. Mal comune, mezzo gaudio. Tanto è una crisi mondiale, che ci frega… teniamo le proporzioni, ma stampiamo. Vai di zecca. Dei foglioni grandi, uno a famiglia, poi ognuno se lo ritaglia da sé: non è che vogliamo gravare proprio tutto il peso sullo Stato, però tu Stato mi dai dei bei foglioni giganti e poi ci penso io a tagliarmi le banconote…

Speriamo insomma di poter presto tornare a prenderci il caffè alla macchinetta e a lamentarci con i colleghi del fatto di dover lavorare.

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