La vita che verrà

7 Dicembre 2020
La vita che verrà

Per rimanere noi stessi, l’unico modo è cambiare. Per quanto strano possa sembrare, è uno degli insegnamenti più preziosi della pandemia in corso, seppur pagato a caro prezzo. Per passare dalle parole ai fatti, leggete il nostro numero che saluta il 2020 e dà il benvenuto al 2021

Vorremmo che non aveste tempo per noi. Lo so, suona paradossale. Ma desidereremmo davvero che durante l’Avvento e le vacanze di Natale non aveste un minuto libero per leggere la nostra rivista. Vorremmo sapervi più indaffarati del solito a festeggiare con amici e parenti, scambiarvi baci e abbracci per gli auguri, brindare in piazza e tuffarvi nella neve… Ma questo inverno non sarà come gli altri. E quindi non poteva esserlo neppure il nostro mensile. Così, in vista di questo passaggio di testimone tra il 2020 e il 2021, abbiamo deciso di proporvi un numero unico con riflessioni che valgono per dicembre e gennaio. Perché facciamo il punto sull’anno che sta per finire e cerchiamo di capire come sarà e dunque come iniziare al meglio quello che verrà. Sperando di tenervi a nostro modo compagnia tra le mura di casa, offrendovi #foodforthought. Ossia, cibo per la mente. Che può essere più consolatorio e fare meglio alla salute delle abbuffate festive… anche se vi auguriamo, comunque, che l’abbondanza non manchi lo stesso sulla vostra tavola, almeno nei dì di festa.

La vita oltre l’ostacolo

Ecco allora una riflessione a tutto tondo su come l’emergenza stia cambiando la nostra vita. Rendendola più social che sociale. Ma in ogni caso da festeggiare, oggi più che mai. Quando ci rendiamo conto più di prima di quanto il sorriso dei nostri bimbi sia il più bel regalo sotto l’Albero, di quanto vorremmo poter vedere quello dei nonni non soltanto in videochiamata, di quanto quell’aperitivo con gli amici a lungo rimandato perché troppo occupati sia un’occasione che non ci lasceremo più sfuggire…

Il territorio al tempo del Covid

A quanti hanno perso qualcuno – e soprattutto in questa seconda ondata nel nostro territorio sono davvero tanti – il nostro abbraccio più grande. A quanti pregano di poter tornare a essere stressati per il lavoro anziché per la sua mancanza, la nostra non retorica vicinanza. A quanti ci hanno supportato anche in questo annus horribilis, il nostro grazie infinito… Non è facile vivere, al tempo del Covid. Non è facile neanche fare i giornalisti. Non so se ci abbiate mai riflettuto, ma noi viviamo in osmosi con il territorio che raccontiamo: i suoi successi sono i nostri successi, il suo dolore è il nostro dolore. Ecco perché, in coerenza con la nostra terra operosa – colpita duramente da un virus a cui però non vuole arrendersi – durante questo lungo anno abbiamo scelto di fare il nostro mestiere triplicando i nostri sforzi, entrando anche ogni giorno nelle vostre case con le nostre interviste tv e ora potenziando pure la nostra App. Senza indugiare nella cronaca del dolore, ma offrendovi storie di resilienza, senza piangere su ciò che non è più, ma cercando di mostrarvi ciò che anche di meglio potrà essere.

Un augurio scritto a mano

E’ il nostro regalo per tutti voi, confezionato a mano come i veri doni del cuore, per augurarvi più che mai buon Natale, buon Anno Nuovo e soprattutto… buona vita! 

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