Miliardi dal cielo [VIDEO]

4 giugno 2018
Miliardi dal cielo [VIDEO]

Per capire l’impatto socio-economico generato da Malpensa, abbiamo spulciato il report sulla responsabilità sociale d’impresa di Sea, fresco di pubblicazione. Per la prima volta è stato stimato quanto l’aeroporto catalizzi investimenti.  La nuova analisi è al centro della puntata di giugno della nostra trasmissione d’approfondimento Varese Inchieste

Guarda la puntata

di Chiara Milani

Le cifre sono di quelle che fanno un certo effetto. Anche perché emergono per la prima volta. Parliamo di oltre 35 miliardi di valore della produzione generato e circa 300mila posizioni lavorative attivate nel 2017 da Malpensa, che nel 2018 compie settant’anni.

Ora, che la presenza di un aeroporto internazionale abbia un impatto socio-economico elevato sul territorio è ovvio. Ma stimare esattamente a quanto ammonti non è così immediato. Sea (la società che gestisce gli scali milanesi) lo ha appena fatto, analizzando stavolta anche quanto Malpensa funga da catalizzatore. Cioè, quanto lo scalo attragga capitali e generi opportunità lavorative e investimenti, facendo da vero e proprio volano per alcuni settori.

Di qui – mettendo insieme gli effetti diretti, indiretti, indotti e catalitici – i numeri significativi che emergono dal report sulla responsabilità sociale d’impresa, basato su quanto contenuto in diversi studi commissionati al Centro per lo sviluppo dei territori e dei settori della Liuc Business School.

Impatto diretto

Nell’elaborazione relativa all’impatto diretto (quindi, generato dall’insieme delle attività economiche che forniscono servizi ai passeggeri e alle merci operando all’interno del sedime aeroportuale), lo scalo lo scorso anno ha visto la presenza di 539 attività produttive, attraverso le quali sono state attivate è stata attivate circa 19mila unità lavorative.

Impatto indiretto e indotto

L’impatto indiretto generato dallo scalo di Malpensa (riferibile alle filiere di fornitura esterne delle unità produttive operanti all’interno del sedime) nel 2017 è attestato su quasi 12mila posizioni di lavoro attivate, a fronte di 1,7 miliardi di euro di valore della produzione generata. Quello indotto (riconducibile all’incremento di domanda finale causata dalla spesa di coloro che, coinvolti a vario titolo nelle attività innescate dalla presenza dell’aeroporto, percepiscono reddito) è invece pari a circa 9mila posizioni lavorative attivate e a 2,3 miliardi di valore della produzione.

Impatto catalitico

Il concetto di impatto catalitico si coniuga appunto con l’idea che l’aeroporto contribuisca a generare (facendone parte) una sorta di “ecosistema”, di cui lo scalo è inizialmente volano e poi co-pivot. Ecco le componenti analizzate.

Turismo

E’ stata commissionata un’indagine rivolta a un panel di passeggeri sbarcati a Malpensa, riguardante le spese che hanno sostenuto sul territorio per trasporti, alberghi, ristoranti, strutture commerciali, tempo libero, divertimento e intrattenimento: 3.700 interviste realizzate nel 2017 a passeggeri internazionali in partenza e fermatisi in Lombardia almeno una notte. La dimensione economica dell’incoming turistico corrisponde a circa 6 miliardi di euro. E quella occupazionale è superiore alle 89mila unità.

Commercio internazionale

Le imprese manifatturiere presenti sul territorio di riferimento beneficiano dei collegamenti aerei verso i mercati di esportazione. Il ruolo di Malpensa su questo fronte è di assoluto rilievo, soprattutto sul versante dell’incidenza sulle esportazioni nazionali dirette al di fuori dell’Unione europea, che tra il 2010 e il 2017 è passato dal 13,4% al 14,6%. I principali comparti industriali coinvolti sono meccanica, moda-abbigliamento, chimica-plastica e dei mobili/arredamento.

Attrattività delle imprese

Per definire il ruolo giocato dallo scalo di Malpensa nel determinare le decisioni di aprire o mantenere nelle vicinanze uffici, impianti di produzione o magazzini, è stato realizzato un sondaggio rivolta a 107 rappresentanti di altrettante imprese nazionali ed estere localizzate principalmente lungo l’Asse del Sempione, sui territori dei comuni di Varese, Gallarate, Busto Arsizio, Legnano e Saronno per un giro d’affari (dati 2015) pari ad oltre 9 miliardi di euro e un numero complessivo di occupati pari ad oltre 28mila unità. Risultati alla mano, oltre un terzo (il 38%) delle imprese interpellate attribuisce alla vicinanza di un aeroporto intercontinentale un’importanza elevata per lo sviluppo del proprio business. Inoltre, più di due terzi (il 73,8%) delle imprese intervistate definisce la presenza di Malpensa come il primo o il secondo fattore che ha condizionato la scelta di localizzare o mantenere sul territorio la propria unità produttiva.

Se all’impatto di Malpensa si somma quello seppur assai minore di Linate, si arriva a ricadute sul territorio lombardo quantificabili in 39,5 miliardi di euro e 325mila posizioni lavorative. Il che – come conclude la società nel suo report – fa delle infrastrutture aeroportuali gestite da Sea uno dei “sistemi produttivi” più importanti di tutta la Lombardia. E, dunque, d’Italia.


La mappa dell’occupazione disegnata da Malpensa. Anche questo si trova nel rapporto di Sea sulla CSR (Corporate social responsibility).
Nel documento si legge che nel corso dell’ultimo quadriennio la presenza di imprese all’interno del sedime aeroportuale è cresciuta dell’11,8%, mentre l’occupazione corrispondente si è incrementata del 14,4%, a fronte di un aumento del traffico complessivo dello scalo (passeggeri più merci), pari al 19,5%.
Dall’analisi della distribuzione sul territorio delle ricadute occupazionali dirette generate dall’aeroporto di Malpensa, emerge poi come il 79% dei lavoratori risieda in Lombardia, più del 6% nella vicina provincia di Novara e il 12% circa sia invece residente fuori regione.
Dalla provincia di Varese, dove ha sede l’aeroporto, risulta provenire circa la metà degli addetti (50,6%), mentre i comuni del Cuv raccolgono un quinto (poco più del 20%) dell’occupazione generata dallo scalo (il 38% dell’occupazione direttamente generata da Malpensa in provincia di Varese). Questi ultimi, lo ricordiamo, sono quelli che fanno parte del Consorzio urbanistico volontario, ossia Arsago Seprio, Cardano al Campo, Casorate Sempione, Ferno, Golasecca, Lonate Pozzolo, Samarate, Somma Lombardo e Vizzola Ticino.

 

Articoli Correlati