Prendiamo la rincorsa!

8 gennaio 2018
Prendiamo la rincorsa!

E’ terra d’affari. Ma riscopre la bellezza della sua natura. Usa i social network. Ma non dimentica il dialetto. Corre sempre. Ma torna a camminare lungo vecchio sentieri. Costruisce nuove architetture. Ma tramanda le tradizioni di piazza. La provincia che vi presentiamo all’inizio del 2018 su Varese Mese è un crocevia tra ieri, oggi e domani

di Chiara L. Milani

Ha il volto senza tempo di Francesco Aletti Montano, la copertina di gennaio di Varese Mese. Che inaugura il 2018 con lo sguardo sempre proiettato al futuro, però senza dimenticare un passato ricco di storie, emozioni, gusti intramontabili. Lasciamoci allora ispirare da un uomo a cui la vita ha dato molto e che molto ha voluto ridare alla sua terra.

Un’intervista del mese al maschile, dopo il trittico femminile – Anna Gervasoni, Angela Missoni, Filippa Lagerback – con cui abbiamo concluso il 2017.

Alle donne – e a tutti gli uomini di buona volontà – è dedicato il nostro primo piano. Nel quale abbiamo analizzato il divario tra studenti e studentesse nelle facoltà non umanistiche. Scoprendo – un po’ a sorpresa – un “gap” in particolare nelle facoltà del Nord Ovest. A ispirarci è stata un’iniziativa, a cui la sottoscritta é stata lieta di partecipare come relatrice, promossa dal Gruppo giovani degli industriali dell’Alto Milanese. Che, per incoraggiare le ragazzi a studiare materie scientifiche, hanno unito le forze con coetanei del Varesotto. Dove, a Gallarate, è anche nato un network al femminile, che ora s’incontra anche in rete. Quello al confine tra le province di Milano e Varese è, del resto, un territorio omogeneo, che ricalca la geografia di riferimento del nostro mensile.

Una zona che, con il resto del Nord Italia, si sta avvalendo più di altre aree del private debt come strumento per finanziare le imprese, come ci spiega la nostra opinionista Anna Gervasoni. Ma anche un ambiente socioeconomico in cui – come conferma la nostra chiacchierata con il vice presidente delle Ferrovie Nord Milano, Fabrizio Garavaglia – i trasporti sono cruciali, dal Luinese a Malpensa.

Qui vive una popolazione proiettata al futuro e al contempo fiera di un passato che non vuole dimenticare. Del resto, anche nell’arredamento la tendenza è rinnovare la mobilia del nonni. Alla valorizzazione di luoghi storici è dedicato anche il nostro focus territoriale, che questo numero torna a Busto Arsizio. E che vi invito a leggere, così come lo “zoom” tematico sulle tradizioni. Quelle sacre, enfatizzate da monsignor Claudio Livetti. E quelle profane, tramandate grazie ad associazioni locali – come i Monelli della Motta a Varese, la Famiglia Bustocca e la Pro loco di Gallarate – che questo mese rinnovano antichi appuntamenti ancora molto amati. Fuochi che scaldano le fredde serate di provincia, accompagnati dai piatti tipici locali. Prodotti a volte calorici, ma che di tanto in tanto ci possiamo anche permettere, con la “benedizione” della “nostra” dietologa Milena Colzani, che sfata diversi falsi miti alimentari, tra cui la dieta perenne. Di più. Il docente della Liuc Massimiliani Serati invita ad utilizzare questo gustoso patrimonio anche per prendere i turisti per la gola, passando dall’enogastronomia alla cultura del cibo. Senza dimenticare che un altro “trend” che il nostro territorio dovrebbe meglio valorizzare per attrarre visitatori è il turismo religioso. Come quello sottotraccia che già si svolge nel Basso Varesotto lungo il Cammino di Sant’Agostino, come ci ha segnalato una nostra lettrice, o quello che il nostro intervistato del mese auspica a Varese e dintorni. Il tutto accompagnato dal lavoro di valorizzazione dei libri di tematiche o autori locali, di cui ci parla Pietro Macchione. E magari cogliendo l’invito della Fondazione comunitaria del Varesotto a lasciare parte del proprio patrimonio in eredità alla comunità.

Insomma, in apertura di 2018 la provincia che investe nel domani sembra consigliare un ritorno alla vita “slow”, ai nostri luoghi, alle cose semplici, agli usi e costumi di un tempo. Un passo indietro. Ma per prendere la rincorsa.    

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