Un giorno perfetto… ricordi del futuro dal day hospital

ottobre 6, 2017
Un giorno perfetto… ricordi del futuro dal day hospital

Caro diario,
Oggi voglio scriverti di un giorno perfetto, dei momenti meravigliosi che nel corso degli anni ho vissuto, momenti che mi hanno fatta sentire grande, importante e felice, momenti che mi hanno fatta sentire perfetta, con la sensazione di essere nel posto giusto, al momento giusto, con la persona giusta (…) Non hai idea di quanto vorrei tornare a sentirmi in quel modo e di quanto avrei bisogno di sapere che accadrà…

Ora sono qui, sulla poltrona numero 5, della sala 2 del reparto day hospital di oncologia di Varese, oggi è una giornata buona, si avverte una bella energia, perfino le infermiere oggi si fermano qui, chiacchierano e ridono con le persone delle poltrone 7 e 8, la signora con la bandana legge una rivista sorridendo, l’uomo con il cappello guarda fuori dalla finestra preoccupato, ed io scrivo a te e vorrei andare da lui e dirgli di non preoccuparsi, che potrebbe andare bene, ma tanto lo sappiamo tutti quanto staremo male quando arriveremo a casa…

Lo sai, alla radio stanno trasmettendo la canzone “andamento lento” di Tullio De Piscopo ed io mi ricordo dei miei diciotto anni (…) Ho passato sicuramente dei bei momenti, stranamente dei momenti importanti come ad esempio quello del matrimonio ormai finito non ho un ricordo strepitoso come si suppone che il giorno del matrimonio debba essere, però ho passato davvero molti bei momenti; ma allora come mai mi sento piena di rimpianti? (…) e ora mi sembra di non essere più in tempo, si perché a 49 anni come posso pensare di essere ancora in tempo?

Conoscendomi, anche se avessi una salute di ferro penserei di non essere in tempo per ricostruire tutto, mantenendo ciò che di buono ho, e di buono ho tanto (…)

Comunque… forse, un giorno, avrò il mio giorno perfetto e prometto che sarà un giorno memorabile e lo sarà per tutto il resto del tempo a venire…

Navigante al momento un po’ incasinata

 

Cara “navigante al momento un po’ incasinata”,

mi scrivi della tua vita come se la stessimo guardando insieme, da diverse angolazioni, sospesi tra l’essere e il non essere, in una girandola di immagini dai colori pastello, come quando le diavolerie moderne tingono tutte le foto con la stessa cromia e le salvano nella cartellina.

Galleggiamo sui tanti puntini di sospensione che hai tracciato sulle mie pagine, e da questo tappeto volante cerchiamo un
giorno perfetto, una fotografia perfetta. Così, su questa soffice e dolce nuvola navighiamo sulle note lontane di “Andamento lento” e a volte il vento, a volte il ritmo fanno di noi naviganti incasinate, il dito ci scivola sull’obiettivo, e ciò che era fermo ora è mosso, la macchina fotografica cade, e siamo libere, ridiamo insieme, guardiamo e poi… vediamo.
Senza il filtro della macchina ogni momento è perfetto.

(…) E’ proprio bella questa donna, e la ragazzina che balla dentro di lei, ci è venuta voglia di scendere, di sentire una musica nuova, toccare annusare ferirci sbagliare annoiarci ridere innamorarci, esistere!
E’ un momento perfetto per farlo. Del resto come lo era un momento fa. E, sai che ti dico, lo sarà proprio anche tra un momento.

Grazie di questa avventura insieme. E trovo proprio qui, tra i rami di un albero e una macchina fotografica impigliata una parola per te.

La parola per te è LIBERTA’. Ingabbiala. Liberamente.
Con amore,

il tuo diario.

 

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