Sognando a occhi aperti

Grandi vittorie, fatiche, campioni

di admin

Il nostro esperto di ciclismo, Luigi Cazzola, spiega perché si tratti di uno sport capace di fare fantasticare gli appassionati. Ieri come oggi

di Luigi Cazzola

“Dall’anteguerra al Duemila, Binda, Chiappucci e Basso, tre star del Varesotto”

Il ciclismo è lo sport che, forse più di ogni altro, ha fatto sognare in passato i suoi tifosi e li fa sognare tuttora, infondendo in loro la speranza non soltanto di grandi vittorie, ma anche di grandi imprese che scaturiscono poi in sfide incredibili. 

Rapporto unico

A differenza di altri sport, nel ciclismo vince uno solo, ma il ciclista non soltanto vince da solo: pedala anche da solo. E’ singola la fatica, è singola la sofferenza, è singola la paura, sono singole la fame e la sete. E’ per questo che tra il campione di ciclismo e i suoi tifosi s’instaura un rapporto particolare che va al di là del risultato. 

Prefigurandosi la grande impresa

L’appassionato di ciclismo s’immedesima nel campione che ama, lo segue sulla strada o alla televisione, fantastica oggi ciò che il campione potrà fare domani. Il tifoso sogna ad occhi aperti e il giorno della gara si prefigura la grande impresa del suo campione. 

Epoche e tattiche diverse

Da quando il ciclismo era pionieristico fino ad oggi che è ultramoderno, una serie innumerevole di campioni ha fatto sognare gli appassionati. Di seguito ricordiamo tre campioni che hanno in comune la provenienza, visto che sono tutti e tre varesini, ma hanno corso in epoche diverse e, dal punto di vista tattico, hanno corso in modo diverso. Si tratta di un campione dell’anteguerra Alfredo Binda, di un campione degli anni Novanta, Claudio Chiappucci, e di uno del Duemila, Ivan Basso

Il primo campione non si scorda mai

Il primo può essere considerato il primo grande campione che ha fatto sognare i tifosi, poiché è stato il primo corridore a vestire la maglia iridata di campione del mondo su strada professionisti, conquistandola nel 1927 sul circuito del Nurburbring. Dopo questo successo iridato, sono arrivati altri due titoli mondiali, quello del 1930 a Liegi nella tana dei belgi e quello del 1932 a Roma.  Nella sua carriera Alfredo Binda ha vinto anche cinque Giri d’Italia, due Milano – Sanremo, quattro Giri di Lombardia. E’ passato alla storia anche per essere stato l’unico corridore pagato per non correre. Ciò è accaduto nel 1930, quando gli organizzatori del Giro d’Italia, temendo che avrebbe vinto sicuramente la corsa, per ridare spettacolarità alla gara, gli offrirono il premio spettante al vincitore, con l’aggiunta di sei o sette tappe, per convincerlo a non prendere il via in quell’edizione. 

El Diablo, l’eterno secondo tanto amato

Claudio Chiappucci ha fatto sognare i tifosi per il suo modo di correre sempre spregiudicato, sempre all’attacco e per questo fu soprannominato El Diablo. Ha vinto una Milano – Sanremo nel 1991, ma è arrivato secondo nel campionato del mondo su strada nel 1994, due volte secondo al Tour de France nel 1990 e nel 1992, due volte secondo al Giro d’Italia nel 1991 e nel 1992 e due volte secondo al Giro di Lombardia nel 1992 e nel 1994. Forse proprio per tutti questi secondi posti, centrati coraggiosamente, Claudio Chiappucci ha conquistato il cuore di tanti tifosi in tutto il mondo. 

Basso e il ritorno della maglia rosa

Infine Ivan Basso ha saputo far sognare i tifosi varesini, come ai tempi di Binda, riportando la maglia rosa in provincia di Varese con le vittorie del Giro d’Italia del 2006 e del 2010.

                                                                                     

In foto: Claudio Chiappucci in azione al Giro d’Italia del 1992 ( Foto Benati)                                                              

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