IL PAPA’ DI ET

Omaggio a Carlo Rambaldi, premio Oscar per gli effetti speciali. A Varese un evento dell’Associazione Culturale Europea ha celebrato il centenario della nascita del grande artista attraverso i suoi capolavori. E i suoi mostri

di Redazione VareseMese

A cura di Matteo Inzaghi

 

Carlo Rambaldi, nato a Vigarano Mainarda il 15 Settembre 1925 e scomparso il 10 Agosto 2012 a Lamezia Terme, è stato uno dei più famosi effettisti della storia del cinema. Vincitore di due Oscar, per Alien e per E.T., fu pioniere della meccatronica applicata alla Settima Arte. E’ noto in tutto il Mondo per lo straordinario realismo delle sue opere e per la capacità di conferire espressività umana alle proprie artificiali creature. L’odierna motion capture non è che la versione digitale di ciò che Rambaldi realizzava molti anni fa, grazie a sguardo visionario, competenza tecnica e manipolazione della materia.

Maestro di sogni, di incubi. E di cronaca

La carriera di Carlo Rambaldi, laureato alle Belle Arti, si apre nel cuore degli anni Cinquanta. L’artista ferrarese ha 30 anni e realizza un drago di 16 metri per il film Sigfrido di Giacomo Gentilomo. Il risultato stupisce l’intera Cinecittà. Ma non solo: a contattarlo, nel 1971, è il Tribunale di Milano, dove si è riaperta l’istruttoria sulla morte di Giuseppe Pinelli, precipitato, due anni prima, dalla finestra della Questura di Milano. Suo compito, simulare la caduta dell’esponente anarchico: il risultato è così realistico e impressionante, da costringere Rambaldi a dimostrare alla corte l’utilizzo di un manichino.

Fiabe e paura, i suoi capolavori

Negli anni Settanta la fama di Rambaldi è ormai planetaria. Nel 1973 collabora con Marco Ferreri per il geniale e grottesco La Grande Abbuffata. Due anni dopo Dario Argento lo ingaggia per Profondo Rosso, dove il maestro cura la decapitazione finale e l’inquietante e ghignante fantoccio che irrompe nel salotto di Glauco Mauri. Poi arrivano i premi. E i cult. Nel 1976 costruisce e anima il King Kong di John Guillermin, del quale restano impresi gli sguardi e la malinconia. Nel 1979 affianca Giger nell’ideazione di Alien e vince la prima statuetta. Tre anni dopo Steven Spielberg, col quale aveva già lavorato a Incontri Ravvicinati, gli chiede di disegnare, costruire e “dare un’anima” a ET. Il tenero mostriciattolo gli frutta il secondo Oscar. E Rambaldi entra nella leggenda.

Una stella sulla Walk of Fame

L’eredità artistica di Rambaldi è oggi in dote alla Fondazione a lui intitolata e presieduta dalla figlia Daniela. A 100 anni dalla nascita del maestro, i suoi progetti, il suo immaginario, i suoi bozzetti e le sue creature sono state celebrate in una grande mostra a New York e a Venezia. Los Angeles sta per dedicargli una stella sulla Walk of Fame, mentre la piccola Varese ha accolto Daniela per un evento celebrativo organizzato al Multisala Impero dall’Associazione Culturale Europea.

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