Lavoriamo per sport?

6 Giugno 2022
Lavoriamo per sport?

Risultati raggiunti e traguardi ancora da tagliare sul numero di Giugno 2022 della nostra rivista, che analizza il rapporto tra attività motoria e benessere delle persone e del territorio

Confezionare un mensile vuol dire guardare avanti. Andare oltre la cronaca quotidiana. Cercare di intercettare in anticipo bisogni e tendenze. Se poi si dirige una testata come la nostra, che ogni mese declina un argomento in tutte le sue rubriche, la scommessa è ancora maggiore. Lasciatemi dire – per rendere onore al merito di questo lavoro di squadra – che se siamo ancora qui dopo oltre due anni di pandemia, guerra e crisi (e a quasi 40 dalla prima pubblicazione), qualche intuizione corretta dobbiamo pure averla avuta.

L’importanza di giocare d’anticipo

Ne è un esempio l’edizione che state sfogliando: pensata ben prima che venisse annunciato il tavolo sulle Olimpiadi con tanto di ministro, prima degli annunci delle varie novità inerenti gli eventi sportivi sul territorio, prima che la nostra donna di copertina andasse in onda su RaiUno come protagonista femminile della fiction dedicata al medico famoso per aver promosso i Giochi paralimpici di Roma nel 1960.

Donne e disabili: D Factor varesotto

A proposito della scelta della nostra Cover story, come leggerete, dall’analisi dei numeri del Varesotto, proprio lo sport paralimpico e quello femminile rappresentano il valore aggiunto che rende la nostra provincia prima per indice di sportività. Una caratteristica che non può che farci piacere, visto che da tempo questi sono temi che stanno a cuore a VareseMese.

Le notizie che fanno bene

Ma non è tutto. Perché, come sempre, a giugno 2022, andiamo oltre le notizie che potete trovare su tutte le testate locali. Con i nostri esperti del territorio, non ci fermiamo a raccontare ciò che è successo e ciò che succederà, ma riflettiamo sul valore dello sport a 360 gradi. Dunque, valutando il suo impatto su economia e turismo, ma anche su salute e cultura. I risultati che ci interessano, infatti, non sono tanto quelli del campo (di certo importanti, ma che lasciamo ad altri il compito di raccontare giorno per giorno), quanto gli esiti sul benessere delle persone e del sistema locale.

Non critiche, ma proposte

Il tutto per riflettere tutti assieme su quanto è stato fatto e su ciò che si può e si deve ancora fare. E’ indubbio, infatti, che negli ultimi anni il territorio si sta sforzando di valorizzare sempre più la sua naturale vocazione di “palestra a cielo aperto”, ma è altrettanto vero che di lavoro da fare ne rimane parecchio. Per esempio lungo le piste ciclabili, che sono sempre di più, ma spesso meriterebbero più cura. Un aspetto che evidenziamo non per criticare, cosa che sanno fare tutti. Bensì – come nostra abitudine – per proporre soluzioni migliorative.

Se vi va, assieme, possiamo allenarci a essere migliori. 

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