La nuova (a)normalità

9 Novembre 2020
La nuova (a)normalità

Il 25 novembre ricorre la Giornata internazionale contro la violenza di genere. Dopo esserci occupati di quella fisica e psicologica, stavolta parliamo di quella economica. Che il Covid-19 ha peggiorato. Tra la quasi totale indifferenza collettiva…

Sarà il senso del dovere verso la famiglia. Sarà una dignità mai abbastanza celebrata. Sarà la rassegnazione al fatto che, se le cose vanno male per tutti, per noi debbano andare peggio. Sarà davvero quel che sarà, ma la condizione femminile, già prima non facile, a causa del Covid-19 è peggiorata. Ovunque nel mondo. E l’Italia non fa eccezione. Anzi.

Le vittime dimenticate

Eppure – dopo un primo grido d’allarme lanciato durante il lockdown primaverile, quando di colpo le mamme si sono trovate a lavorare a casa con i figli – la problematica sembra essere caduta nel dimenticatoio. Complice lo stesso genere femminile, che come spesso fa si è rimboccato le maniche, leccandosi le ferite in solitudine. Troppo impegnate a sopravvivere ogni giorno, le donne, per poter far notare che invece vorrebbe vivere.

Questione di Pil

Chissà, magari questo mese qualcuno lo farà notare. Ma da qui ad essere ascoltata, da qui al fatto che qualcosa cambi, ce ne passa. Eppure servirebbe non soltanto alla metà della popolazione della nostra nazione, ma al Paese intero. Lo dicono gli esperti e le esperte, che anche in questo numero abbiamo interpellato. Oltre a guardare le statistiche dell’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa della tematiche di genere. E non solo.

Lei al governo? Meglio di lui!

Eppure, basterebbe pensare che, secondo importanti studi universitari, nonostante le donne al vertice di uno stato rappresentino soltanto il 10% del totale, almeno durante la prima ondata del contagio hanno ottenuto risultati migliori delle loro controparti maschili, per capire che una chance la meriterebbero non soltanto le singole rappresentanti dell’universo femminile, ma il mondo intero.

C’è qualcuno?

Invece, in questa nuova normalità in cui tutto cambia, l’atavica disparità di genere sembra non cambiare. Anzi, peggiora. Noi che non amiamo concentrarci soltanto sui problemi, ma amiamo le soluzioni, come sempre abbiamo provato a lanciare alcune idee tramite la voce di signore davvero in gamba. Se vi andasse di leggerle, e poi soprattutto di fare qualcosa per cambiare lo status quo, fatecelo sapere.

Contattateci!

Finché potremo, vi daremo voce. Grazie a chi, anche in questo momento drammatico, sostiene con piccoli, grandi fatti una linea editoriale che non parla allo stomaco, ma alla testa. Perché investire in una testata informativa così, oggi più che mai, significa credere che, alla fine, non debba sempre per forza avere la meglio il peggio di noi. Noi ci crediamo. A volte, basta poco per fare tanto. Se ci credete anche voi, se volte darci una mano, contattateci.

 

Articoli Correlati