Creatrici di futuro

1 Marzo 2022
Creatrici di futuro

La Giornata internazionale delle donne è l’occasione per guardare al di là di atavici pregiudizi e precarietà del momento. Senza retorica e con tanta progettualità

Piangersi addosso sarebbe tanto facile quanto comprensibile. Per tutti. E, onestamente, ancora di più per le donne. Che escono stremate da due anni di pandemia, cura dei malati, didattica a distanza e lavoro da remoto. E che guardano con ovvia preoccupazione le altre crisi in corso e i venti di guerra alle porte.

Serve lungimiranza

Eppure, per natura, le donne sono “artiste del custodire il futuro”, per dirla con le parole di monsignor Claudio Livetti, già prevosto di Busto Arsizio, che dall’alto dei suoi novant’anni parla con saggezza, esperienza e lungimiranza. Con questo spirito, dunque, abbiamo voluto contraddistinguere il nostro numero di marzo 2022: un’edizione che non nasconde le problematiche aperte, ma guarda oltre. Oltre gli atavici pregiudizi e l’angosciante precarietà del momento. Oltre i limiti imposti e autoimposti. Oltre i nostri confini. Oltre le barriere temporali. Per capire in che modo il contributo femminile possa aiutarci a ridisegnare il nostro domani, a creare un futuro migliore. Senza utopie, ma con tante testimonianze di rilievo: contributi che affondano le proprie radici nella storia, dati che raccontano l’oggi, progetti destinati a modellare il mondo che verrà. Pure sul nostro territorio. 

Valorizziamo il potenziale femminile! A beneficio di tutti

Il tutto, spaziando come sempre in campi diversi: dalla leadership al management, dal lavoro al tempo libero, dalla ricerca alla filosofia, dalla finanza alla natura, dallo sport allo spettacolo, dall’arte teatrale a quella culinaria, dagli animali allo sport. Senza dimenticare bambini e maternità. Perché l’esistenza non è settoriale. Ed è proprio la vita quella che da sempre la donne generano, quella che tutti noi vogliamo riprenderci per intero e che deve continuare. La paura, diffusa, è che sia peggio di prima. La nostra speranza, suffragata dalle interviste e i contributi che abbiamo raccolto, è che invece sia migliore. A patto che anche le donne possano davvero esprimere al meglio il loro potenziale. Leggere per credere. 

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