Ci manca più di un venerdì

1 Aprile 2019
Ci manca più di un venerdì

Mentre nei giardini e sui terrazzi sboccia la primavera e in Italia arrivano i Fridays for future della giovane attivista svedese Greta Thunberg, tra Varesotto e Alto Milanese fioriscono molteplici iniziative all’insegna della sostenibilità, non soltanto ambientale. Ma tanto è ancora da fare…

di Chiara L. Milani – direttore responsabile

No, non l’abbiamo fatto apposta. Il numero di aprile 2019 di VareseMese era incentrato sulla sostenibilità ben prima che i Fridays for future della giovane attivista svedese Greta Thunberg arrivassero in Italia. Il fatto che, però, l’iniziativa internazionale studentesca abbia acceso i riflettori sull’onda green che da qualche tempo sta attraversando il nostro pianeta è – ammettiamolo – una felice coincidenza. E forse anche – concedetecelo – un pochino anche la conferma dell’attualità del lavoro di approfondimento che stiamo facendo. Uscita dopo uscita.

Oltre i Fridays for future

Ecco allora che, questo mese, quello che lega gli articoli della nostra rivista è un sottile filo verde, che parte dalla primavera in fiore nelle nostre case e nelle nostre città per arrivare a parlare del risveglio del corpo e delle coscienze. Fino appunto al concetto di sostenibilità. Non soltanto ambientale. Già, perché l’accezione del termine è ben più ampia e per un reale maggior rispetto del territorio crediamo serva un circolo virtuoso a livello personale, sociale, politico ed economico. Questo abbiamo allora voluto indagare con i giornalisti e gli opinionisti a cui, ogni mese, chiediamo di andare oltre la protesta, per analizzare la proposta. Un lavoro di ricerca all’insegna della responsabilità, che – per restare in tema – si concentra sempre più sulla foresta che cresce anziché sull’albero che cade, nonostante quest’ultimo faccia più rumore.

Varese vista da Milano

Siccome poi, come spesso accade, è difficile vedere bene una fotografia da distanza troppo ravvicinata, abbiamo cambiato punto di vista. Seguendo quel sentiero che già abbiamo intrapreso nei mesi scorsi e che ci porta anche nella Milano post Expo, simbolo di rinascita, per guardare il Varesotto attraverso gli occhi di chi lo osserva da una delle metropoli più vitali al mondo. Ne esce un ritratto in bianco e nero, che spetta agli stakeholders del territorio colorare di speranza per un futuro davvero più sostenibile. Per noi e per il pianeta.

 

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