Lei prende il volo

5 marzo 2018
Lei prende il volo

Per svago o per affari. Aumentano single, madri, moglie e businesswomen che prenotano aerei e strutture ricettive. Ad analizzare questo fenomeno in crescita è il nostro opinionista Massimiliano Serati, coordinatore dell’Osservatorio Travel dell’Università Cattaneo di Castellanza, che per l’occasione firma l’articolo a quattro mani con la ricercatrice Federica Sottrici

Il settore turistico si tinge sempre più di rosa ed è il caso di dire: finalmente! Le donne viaggiano sempre di più e da sole. Secondo Booking oltre 7 donne americane su 10 che viaggiano sole prenota almeno 3 viaggi all’anno e l’offerta turistica calibrata sulle loro esigenze è cresciuta del 230% nel 2016.

La progressione riguarda anche il segmento dei viaggi d’affari: nel 1970 le donne rappresentavano l’1% dei viaggi d’affari negli Stati Uniti, oggi sono la metà. inoltre una ricerca condotta da Solitair Holidays rivela che al 72% delle businesswomen piace viaggiare in solitaria, il che vale solo per il 27% degli uomini.

Anche in Italia il fenomeno, seppur in tono minore, è in crescita: una donna su quattro viaggia da sola (Tripadvisor) e a muoversi non sono soltanto le single, ma mogli e madri che decidono di “prendersi una vacanza” dalla famiglia. Ad alimentare la loro propensione al viaggio in solitaria sarebbero il piacere dell’indipendenza, la sfida di viaggiare senza il supporto di nessuno e il senso di autostima che ne deriva.
Anche nel turismo, pertanto, scelte e comportamenti femminili si vanno allineando a quelli maschili, ma la convergenza non è integrale e il turismo rosa conserva alcune spiccate specificità.

Secondo Phyllis Stoller, fondatrice del “The Women’s Travel Group”, le donne pianificano con più anticipo e dettaglio i loro viaggi rispetto agli uomini (con ricadute favorevoli sui costi), hanno una più spiccata preferenza per la qualità, un orientamento più marcato a cultura e natura e, non troppo sorprendentemente, una maggiore attitudine degli uomini ai viaggi avventurosi. Sono inoltre decisamente più esigenti. Soprattutto in materia di sicurezza (secondo il rapporto 2017 del Gbta Business Traveler Sentiment Index: il 63% degli uomini si sente sempre a proprio agio in viaggio, contro il 55% delle donne), di possibilità di condivisione della propria esperienza con altri viaggiatori estranei al nucleo familiare o amicale (meglio se donne), di autenticità dell’esperienza di viaggio.

L’offerta ha risposto con proposte e mix di servizi declinati al femminile. Da un lato, prodotti di bellezza e magazine “pour femme” in camera, strutture ricettive dedicate alle donne, servizi di collegamento sicuri e h24 con i luoghi di maggior attrattività turistica, menù altamente personalizzabili, luoghi e attività declinati in rosa (e soluzioni per mamme accompagnate da bambini). Al contempo, escursioni avventurose, sport estremi, mistery trips (viaggi a sorpresa), ma sempre con garanzia di qualità e sicurezza.
A tingersi di rosa non sono unicamente destinazioni turistiche e comportamenti, ma anche l’imprenditorialità: in base a dati Infocamere, il 2017 in Italia si è chiuso con un terzo delle 459mila imprese turistiche gestite da imprenditrici (contro un tasso medio di “femminilizzazione” in Italia del 21.8%) e una crescita del 4.9% nel biennio 2015-2017.
Come spesso accade, il turismo anticipa e rafforza tendenze che solo gradualmente investono gli altri settori dell’economia.

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