Che zuppa!

5 novembre 2018
Che zuppa!

E’ arrivata la stagione per riscoprire una tradizione lombarda che è una vera fonte di salute, tanto più per anziani e bambini. Milena Colzani, dietologa dell’ospedale di Saronno, fornisce alcuni preziosi consigli per preparare ricette semplici, ma gustose, perfette per la cena nelle fresche sere autunnali

di Milena Colzani

Dalla tradizionale cucina povera lombarda, rivisitata in chiave salutistica, ecco arrivare, favorite dalla stagione sempre più “freschina”, minestre e zuppe. Meglio se preparate in casa rispetto a quelle precotte, spesso arricchite di sale e conservanti e impoverite di vitamine. Ma quali sono gli ingredienti principali?

Ortaggi

Ovviamente secondo stagionalità, meglio se freschi e biologici, a Km zero, sfruttando la loro ricchezza nutrizionale e anche alcune interessanti proprietà come, per esempio, l’effetto diuretico indotto da cipolle e verze.

Spezie, aromi e semi oleosi

Aggiunti a fine cottura, spezzettati o finemente tritati, danno sapore e permettono di contenere l’uso di condimenti

Legumi

Freschi o secchi, fonte di proteine vegetali di buona qualità biologica, ma che necessitano, per completarsi, di un pugno di cereali integrali (circa 50 -60 grammi) come farro, orzo, riso, kamut, grano saraceno, miglio, avena, segale, quinoa, amaranto e sorgo in forma di chicchi, pasta e pane per ottenere il nutrimento di un pasto completo, ad un costo estremamente contenuto. Unica attenzione nei soggetti con problematiche intestinali (diarrea, meteorismo, addominalgie) al possibile peggioramento dei sintomi: in questo caso è consigliabile frullare, ottenendo altrettanto appetitose vellutate.

Olio extravergine di oliva

E’ il condimento principe: meglio se a crudo, a fine cottura.  

Una soluzione “furba”

In conclusione, mangiare zuppe e minestre è un modo semplice per aumentare il consumo di verdure e di acqua soprattutto in quelle categorie di persone (anziani e bambini) più refrattari a assumere liquidi e con problemi di stitichezza e per “alleggerire” almeno in uno dei due pasti della giornata (preferibilmente quello serale) l’apporto calorico giornaliero .

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