Piccoli pasticceri

3 luglio 2018
Piccoli pasticceri

Dal 2010 ogni anno scolastico l’Emporio Campi di Busto Arsizio mette a disposizione 18 date per ospitare i laboratori formativi in cui i bambini tra i 5 e gli 8 anni e le persone diversamente abili imparano le ricette base e sperimentano gustose creazioni fatte con le proprie mani

di Chiara Milani

E’ un’iniziativa che profuma di buono. In tutti i sensi. Per quella dolce fragranza di biscotti appena sfornati, crema pasticcera e cioccolato che si respira ovunque, appena varcata la soglia dell’Emporio Campi. Ma anche perché a beneficiare delle lezioni con i maestri pasticceri sono gli alunni dell’ultimo anno della scuola materna e delle prime classi delle primarie, oltre agli adulti disabili.

Dal 2010, infatti, al laboratorio di via Machiavelli vengono aperte le porte agli scolari di Busto Arsizio. E non è difficile capire come mai le 18 date annuali messe a disposizione vadano sempre subito a ruba. Per un totale di circa 300 bambini e una trentina di adulti meno fortunati che hanno visto “in cattedra” i pastry chef soltanto nell’anno scolastico che si è concluso il mese scorso.

Queste speciali lezioni coinvolgono i più piccoli in divertenti laboratori formativi. Due ore di “full immersion” nella bontà, alla scoperta delle lavorazioni base della pasticceria classica, con la possibilità di preparare – e gustare – il proprio dolce personalizzato. Osservare, imparare, creare, sperimentare sono dunque verbi che vengono declinati in maniera indimenticabile per chi ha la fortuna di entrare in questa speciale aula. “E’ appurato che l’allegria e la complicità che si crea tra i bambini e gli adulti porta una ventata di entusiasmo che, oltre a catturare l’interesse dei più piccoli, genera una grande energia in tutti i collaboratori”, spiegano i promotori.

Del resto, da oltre un secolo al Campi conoscono la ricetta del successo. Che è fatta d’ingredienti semplici, ma di qualità. Di dolci dal sapore intramontabile e di nuove scoperte per il palato. Di prodotti curati e rifiniti con un packaging accattivante. Non è un caso che qui sia stata inventata la golosa versione al cucchiaio – con creme e croccante – del piatto tipico locale polenta e bruscitti, “incartata” nell’altrettanto caratteristico tessuto di cotone prodotto un tempo in quelle fabbriche che fecero di Busti Grandi la Manchester d’Italia. Così come, parlando di storia, non è un caso che – almeno stando alla documentazione rinvenuta finora – questa pasticceria sia attualmente la più antica della città. Tanto che lo scorso dicembre – con i suoi tipici aperitivi, il Campino e il Nicoletta – ha brindato con le autorità cittadine all’anniversario dell’attività iniziata nel 1887.

Da 25 anni, c’è una nuova compagine associativa, che ha portato nuovo lustro al locale del centro città. Aprendo anche, nel 2009, la “fabbrica dei dolci” che ospita l’iniziativa per gli scolari. Senza contare che quindici anni fa da una “costola” del Campi è nata la Botega Caffé Cacao, che oggi conta una ventina di filiali, da Torino a Bergamo, da Genova a Lugano, senza dimenticare Milano e le diverse realtà tra l’Alto e il Basso Varesotto. Per un totale, neanche a farlo apposta, di 130 dipendenti. Splendido traguardo raggiunto in occasione dei 130 anni.

Il futuro dell’arte pasticcera “Made in Busto” è nelle mani dei piccoli pasticceri che crescono anche grazie al percorso didattico sfornato per loro ogni anno al laboratorio di via Machiavelli. La speranza di tanti golosi è che in futuro l’iniziativa si possa non soltanto ripetere, ma anche allargare. Magari con qualche baby laboratorio durante il fine settimana, dove i bambini possano andare con mamma e papà. Del resto, una simile opportunità potrebbe attirare famiglie anche da fuori città. Perché il richiamo della bontà non conosce confini.  

 

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