Terra Mia: Varese si racconta

ottobre 6, 2017
Terra Mia: Varese si racconta
Il territorio continua a essere fonte d’ispirazione per numerosi libri. Eccone tre su curiosità passate e presenti: si
tratta di volumi editi da Macchione e presentati di recente nella Città Giardino

 

Varese, i teatri mai nati – I teatri mai risorti

di Giovanni Zappalà

Se a Varese i teatri fossero stati tutti realizzati e conservati, oggi ce ne sarebbero almeno 7, da quello Ducale del 1779 all’ultimo di piazza Repubblica, ancora da edificare.
L’autore li presenta tutti con dovizia di documenti, scoprendo le cause della loro scomparsa o della loro mancata realizzazione. Con nostalgia e talvolta con arrabbiato rimpianto, in uno stile scorrevole e accattivante, mostra al
lettore come la pigra volontà degli amministratori e spesso il disinteresse dei cittadini abbiano impedito alla città di
dotarsi o di preservare monumenti teatrali di sicura rilevanza. Immagini e foto d’epoca completano il preciso lavoro
di ricerca.

Il Monte San Francesco sopra Velate. La cancellazione repentina di una storia millenaria
di Andrea Ganugi

Un “giallo storico” in piena regola, che coinvolge una località sconosciuta ai molti, San Francesco in Pertica, che in
realtà si trova a due passi dal luogo storico e religioso piu famoso di Varese: il Sacro Monte. Chi oggi si prendesse
la briga di fare un sopralluogo sul posto dove si sono svolti i fatti, troverebbe ben poco: i resti di un’antica chiesa francescana e il basamento di una torre di avvistamento d’epoca romana, probabilmente risalente al III secolo dopo
Cristo come la sua “gemella” posta sulla sommità del Sacro Monte. Tuttavia alcuni documenti depositati in almeno
tre importanti archivi storici milanesi parlano a sufficienza della misteriosa e improvvisa “scomparsa di un luogo”.

 

Varese terra da vino. Guido Morselli e il Sasso di Gavirate
di Sergio Redaelli

Varese si scopre terra da vino. Finalmente! La rinascita delle antiche tradizioni vitivinicole e il riconoscimento della
Igt Ronchi Varesini, arrivato nel 2005, rilanciano la città prealpina nel vigneto Italia. Nascono nuove cantine, aprono
agriturismi che producono vino, i ristoranti studiano gli abbinamenti con i piatti tipici, le piccole golosità
agroalimentari si ritagliano una nicchia di mercato, crescono l’impatto sul turismo e la tutela dell’ambiente. Siamo
sulla buona strada. Anche se il peso dell’agricoltura è quasi impercettibile, appena duemila occupati sui 377 mila
del sistema economico provinciale.

 

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