Una vita in gioco

dicembre 4, 2017
Una vita in gioco

L’amore, il calcio, la SLA. Speciale lezione di vita per i ragazzi della scuola calcio “Marco Parolo” del Torino Club di Gallarate: Chantal Borgonovo, moglie del calciatore scomparso quattro anni fa a causa della Sclerosi laterale amiotrofica, racconta il volto più intimo di un uomo che è stato attaccante dentro e fuori dal campo

di Chiara Milani

“Questo libro per me è stata come una terapia”. Capelli raccolti, sorriso genuino, prima di parlare a ragazzini della scuola calcio del Torino Club “Marco Parolo” di Gallarate, Chantal Borgonovo ci concede qualche minuto in privato. Tra le mani ha il volume “Una vita in gioco”, edito da Mondadori, dedicato al suo Stefano. Il calciatore, ma soprattutto l’uomo con cui è stata legata per 31 anni: dall’adolescenza fatta di sogni e speranze, alla splendida carriera assieme ad altri campioni come Roberto Baggio, alla famiglia con i loro quattro figli, fino alla malattia.

“Il primo anno dopo la morte di Stefano ho dormito, perché ero praticamente distrutta. Il secondo ho mangiato. Poi dal terzo ho iniziato a riprendermi e ho sentito la spinta a raccontare la nostra storia”: spiega la moglie, che prosegue: “Stefano aveva scritto un libro molto particolare su lui e la SLA (Sclerosi laterale amiotrofica, ndr), ma io volevo narrare tutto. Quel ragazzo giovanissimo. Bellissimo. Il calcio. I soldi. Il successo. La fama. I figli. La famiglia. Lui ha avuto tutto. E poi ha dovuto lasciare tutto”.

Chantal è la voce narrante del libro, scritto con Mapi Danna. “Senza voler insegnare niente a nessuno, mi sono detta che questo libro potrebbe essere utile a tutti coloro che hanno in casa una gravissima malattia. Perché alla fine il mio è un messaggio di speranza, di amore verso la vita. Come dire: se ce l’ho fatta io, puoi farcela anche tu”, spiega la vedova.

Per i bambini con le maglie granata che – data l’età – Borgonovo non l’hanno mai visto giocare, ma riempiono la sala consiliare di Palazzo Broletto per imparare dal suo esempio, Chantal ha un insegnamento prezioso: “Lo sport è formativo, qualsiasi cosa loro capiterà nella vita, anche se non arriveranno tutti ai massimi livelli. E’ una scuola di vita, di regole, che poi serve anche ad affrontare altre sfide”.

Poi, rivolta a Marco Parolo – che di Borgonovo è stato allievo e che l’ha raggiunta per la presentazione del volume a Gallarate – dice: “Nel libro c’è un suo scritto, in cui Stefano paragona il gol della bandiera, fatto da ragazzino nel campionato CSI quando la sua squadra perdeva 11 a 0, al suo famoso gol contro il Bayern Monaco, che permise poi al Milan di vincere la Coppa dei Campioni: dice che i due gol sono identici nelle emozioni. Leggilo”. Già. E’ un pro memoria importante anche per i campioni di oggi.     

Articoli Correlati