Il Cairoli, Classico contemporaneo

dicembre 4, 2017
Il Cairoli, Classico contemporaneo

In una società che cambia sempre più in fretta, è fondamentale che i giovani ricevano una formazione che li renda veramente cittadini del mondo. Lo sa bene il dirigente scolastico Salvatore Consolo, che da sette anni nel “suo” liceo unisce con successo gli insegnamenti classici con quelli contemporanei come l’inglese e le nuove tecnologie

di Chiara Milani

“Tradizione da sola è una parola vuota, se non s’innerva di contenuti”. Si riassume in questa frase la filosofia di Salvatore Consolo, dirigente del Cairoli. Un istituto superiore “Classico Contemporaneo”, come recita il logo dello storico liceo varesino.

Qui Consolo è stato allievo negli anni Settanta, è poi tornato da insegnante ed è ora il responsabile da sette anni. Qui si sono anche formate generazioni d’intellettuali, imprenditori e politici che si sono distinti a casa propria, in Italia e nel mondo. Qui ancor oggi frequentano le lezioni 783 studenti. Ragazzi che credono nell’importanza di una solida formazione umanistica, ma che non vivono avulsi dal proprio tempo. Ciò grazie e una scuola orgogliosa del proprio passato, ma che si fa interprete del presente. Così, da qualche tempo, quando si entra in classe si passa il badge, sui libretti c’è il barcode, nelle aule c’è la banda interattiva multimediale.

Grande attenzione per la tecnologia, dunque. Così come per l’inglese. Con addirittura uno studente dell’ultimo anno dell’università di Birmingham che tiene un’ora di co-teaching. Una sinergia resa possibile dal fatto che, alla fine degli anni Novanta, Consolo fece il dottorato di ricerca proprio nell’ateneo britannico.

Adesso, tra i suoi alunni, sono in diversi a voler fare un’esperienza all’estero ancora prima del diploma. “E’ in crescita il trend di chi desidera studiare il quarto anno negli Stati Uniti, ma anche in altre nazioni come Australia, Germania e Paesi scandinavi”, commenta il dirigente scolastico, che ai suoi ragazzi lancia un messaggio forte e chiaro per il futuro: “Fare esperienza all’estero è bellissimo e molto formativo, ma è stupendo poi poter tornare qui. Lo so bene io che ho provato che cosa significhino entrambe le cose”. Una lezione di vita senza tempo.

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