L’apostola degli apostoli

5 marzo 2018
L’apostola degli apostoli

In occasione di Pasqua, monsignor Claudio Livetti, già prevosto di Busto Arsizio, riflette su tre figure femminili: Maria di Magdala, Edith Stein e Caterina da Siena, ricordando le parole di quest’ultima: “Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo”

 

La più importante festa ebraica è la Pasqua, parola che significa “passaggio”. Infatti, mentre un Angelo sterminatore passava nelle case degli egiziani, uccidendo i primogeniti, gli ebrei, guidati da Mosè, fuggivano iniziando il “passaggio” dalla schiavitù dell’Egitto alla libertà della Terra Promessa. Da quel momento storico gli ebrei celebrano, ancora oggi, il Memoriale della Pasqua ogni anno al 14 di Nisan.
Nella Pasqua ebraica dell’anno 33 avvenne un mistero di grandezza universale: Gesù di Nazareth, il Messia condannato a morte dall’inetto Pilato, su istigazione dei capi ebrei, attuava il “passaggio” dalla morte alla vita. I dodici apostoli sarebbero dovuti andare nel mondo a dare l’annuncio che Gesù, il nuovo Adamo, era uscito dalla tomba per sempre, capostipite dell’umanità nuova che, alla fine dei tempi passerà dalla morte alla vita risorta.

Ma chi è stata la prima persona a incontrare il Risorto? Maria di Magdala, la peccatrice da cui Gesù aveva scacciato sette demoni. Questa donna, coraggiosamente presente ai piedi della Croce, dopo il riposo sabbatico, corre premurosamente al sepolcro. Lo vede vuoto e piange, ma subito dopo si sente chiamata per nome da Gesù. Di corsa va a dare il lieto annuncio agli apostoli Pietro e Giovanni. Per questo motivo San Giovanni Paolo II, nell’enciclica “Mulieris dignitatem” la chiama “Apostola degli Apostoli”.
Nella storia della Chiesa Medievale trovo una donna semplice, illetterata, ma sorretta da quella fede vera che è sorgente di fervore e di zelo, protagonista di un importante “passaggio”. Caterina da Siena, umile terziaria domenicana, trova il coraggio di andare ad Avignone ad affrontare Papa Gregorio XI: “Tu sei il Vescovo di Roma, il successore di Pietro. Non puoi perpetuare questa lontananza, che da anni affligge l’Urbe e il mondo cristiano. Tu devi tornare. Dio mi ha rivelato che, nel segreto del tuo cuore, hai fatto voto di ritornare alla sede di Pietro. Torna subito!” Il Papa ha dato ascolto a questa umile donna. Il suo ritorno da Avignone ha riportato un rinascente entusiasmo nella cristianità. Pio XII l’ha proclamata Patrona d’Italia e San Giovanni Paolo II Patrona d’Europa.

Mi affascina una figura femminile del secolo scorso, che ha vissuto “tanti passaggi”. In un periodo in cui un femminismo distorto e arrogante creava una temperatura di femminilità calante e ha creato spazi vuoti nello spirito, riempiti di tante zavorre, emerge la
figura di Edith Stein, di temperatura morale altissima.

È passata da una voluta dimenticanza di Dio, tipica degli anni giovanili, a una profonda e sentita religiosità. È passata dalla condizione di semplice studentessa ad assistente universitaria del grande filosofo Edmund Husserl, scrivendo argomenti promuoventi la femminilità. È passata dalla religione ebraica, in cui era nata, al cattolicesimo, perché trovava in Cristo il completamento della rivelazione dell’Antico Testamento. Questo passaggio non le fu mai perdonato da sua madre, che la considerò sempre una fedifraga. È passata dalla vita laica a quella religiosa, diventando carmelitana scalza col nome di Teresa Benedetta della Croce. Il 9 Agosto del 1942 ha vissuto l’ultimo “passaggio” attraverso il camino del forno crematorio di Auschwitz, dove le squadracce naziste l’avevano deportata per le sue origini ebraiche e avevano marchiato l’abito religioso con la stella gialla degli israeliti: i primi ad essere eliminati. Edith ha elevato in alto non solo lo spirito, ma anche il corpo. Una martire col corpo annullato che non lascia reliquie sulla terra. San Giovanni Paolo II l’ha proclamata Patrona d’Europa.

Queste tre grandi donne non hanno mai ricevuto il mazzetto di mimose. Sono state però punte avanzate e luminose di autentica femminilità.

Augurando a tutti Buona Pasqua, in questo tempo, in cui sono molto intiepiditi i valori umani e cristiani, ricordo a tutti le parole di Santa Caterina da Siena: “Se sarete quello che dovete
essere, metterete fuoco in tutto il mondo”.

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