Agusta, Museo social

ottobre 6, 2017
Agusta, Museo social

Sono attive da poche settimane la fan page e il profilo Instagram della Fondazione di via Giovanni Agusta 506 a Samarate, che per i prossimi mesi promette novità e iniziative rivolte a interloquire con il pubblico di appassionati. Interagendo anche un crescente turismo interessato ai temi dei trasporti, della sostenibilità e delle peculiarità storiche della dinastia Agusta, così legata al territorio della provincia di Varese. “Il confronto col mondo social è imprescindibile per chiunque oggigiorno”, conferma il presidente della Fondazione Gianluigi Marasi: “Finalmente anche la nostra Fondazione è sbarcata su questi nuovi media. Fin dai primi giorni di presenza su Facebook abbiamo notato un grande entusiasmo e un forte interesse che speriamo prosegua nei prossimi mesi, anche perché stiamo preparando molte iniziative e speriamo davvero che il pubblico ci segua e le condivida”.

I canali social della Fondazione permetteranno di scoprire più da vicino le collezioni di motociclette ed elicotteri esposti nelle sale del Museo e di rimanere aggiornati sulle iniziative, le aperture straordinarie o gli eventi organizzati, ma saranno anche un modo per entrare in contatto diretto con la Fondazione, attraverso i messaggi e i commenti.

“La nostra idea è di creare condivisione, perché sappiamo bene che gli appassionati del nostro museo sono tanti e la possibilità offerta dai social di condividere post e immagini è il miglior passaparola. Inoltre vedere le immagini dei nostri spazi e delle nostre collezioni non può che invogliare le persone a venire di persona, per ammirare, per esempio, il bolide con cui Giacomo Agostini si impose come campione del mondo”.
Bisognerà aspettare soltanto qualche settimana per seguire da vicino il profilo Instagram che dalla Fondazione confermano sarà presto colorato di fotografie degli esemplari in mostra al museo, ma anche di dettagliate descrizioni tecniche, così care agli appassionati. “Saremo pronti a condividere gli scatti più interessanti dei visitatori, che sempre più spesso, quando possono, ritornano anche più volte a trovarci”, conclude Marassi: “Infatti, dopo averlo visitato una volta, tutti si rendono conto che c’è troppo da vedere e quindi non possono fare a meno di farci nuovamente visita”.

 

Manuela Boschetti

redazione@varesemese.it